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RICOMINCIAMO

scritto da Remo il 19 apr 2010 - 11:22 2 commenti
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E’ tanto che non scrivo.  Ricomincio  perchè in tanti me lo hanno chiesto.

Non lo nascondo la delusione è stata forte. Non so quanta gente mi ha chiesto scusa per le stupidate dette e fatte nei miei confronti.  Non è normale una città nella quale contemporaneamente si prendono delle posizioni e poi si passa alle scuse. Le ho accettate tutte, nella speranza che serva a qualcosa.

Scrivo perchè sono stato al primo farum della associazioni Ortonesi. Ho avuto il piacere di vedere tante persone impegnate nel sociale nella cultura e nel volontariato che vogliono stare insieme per stare meglio tutti.

Ho sentito diversi interventi.  Spero che sia i giovani che i meno giovani che erano presenti si impegnino per ottenere la crescita culturale sociale della nostra città.

C’è molto bisogno di loro.

DALLA MACELLERIA AL MATTATOIO

scritto da Remo il 30 gen 2010 - 04:00 17 commenti
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Lo scritto serve anche a sfogarsi e se necessario a esorcizzare alcuni fatti che colpiscono e fanno male. Penso di essere stato tradito in totale buona fede e di essermi prestato ad un gioco del quale avevo ben individuato a cosa potesse portare. Non me la prendo con nessuno. Ci mancherebbe, sono io che ho perso troppo tempo a volere vedere una cosa diversa da quella che era. Mi sono illuso. In città i vili hanno il sopravvento mediatico, non è una novità. Non mi resta che andare avanti. Cercherò di essere ironico, proprio per non restarci male inutilmente e basta. Ci sono certi che non meritano risposta perchè sono sotto il fango, ma ad altri una risposta è dovuta.

 

Dove oggi c’è il canile comunale (fiore all’occhiello dell’amministrazione) esisteva il mattatoio.  Enormi bovini, ma anche vitellini, agnelli percore e maiali, venivano ivi condotti ed ognuno aveva la sua bella morte.  Ai bovini  un colpo con una mazzetta, proprio al centro della fronte. Gli enormi occhi acquitrinosi dell’animale non si chiudevano immediatamente dopo il colpo, ma lo schianto era immediato, come quei pupazzetti di legno di una volta, che se li premevi sotto, si disarticolavano. I maiali, invece, sempre uno per volta, venivano stesi su un fianco, operazione pericolosa, ci volevano diverse persone, perchè il maiale è più inteligente del bovino qualcosa subdorava.  Con un affiltassimo coltello, sottile verso la punta la cui lama era come l’argento vivo, veniva sgozzato. Il sangue sgorgava come un ruscelletto di montagna. 

Va bè, mi fermo, se qualcuno ha interesse racconto anche come venivano matate le altre specie, sta di fatto che il mattatoio ad Ortona è stato riaperto, non uccide gli animali ma le persone con una cruenza pari a quella sopra descritta. Solo che, mentre gli animali venivano condotti a forza al macello,  le persone vengono attirate nel mattatoio e  zach! uccise.

Il posto di cui parlo si chiama Mattatoiopolis ed è un sito web gestito da un grande personaggio, almeno lui così dice di se. Detto sito attrae assai, ed il titolare che da adolescente era saopranniminato ”il meraviglioso”, spiega che lui, pur essendo figlio di Lenin, Stalin e compagni, dopo avere inventato il computer qualche anno prima di Bill Gates, e passato l’ultimo ventennio in Sudamerica, ha deciso di decicare il suo prezioso tempo a Ortona, perchè in gioventù le donne lo perseguitavano costringendolo a fuggire. E’  diventato talmente democratico, (così dice) che vuole fare utlizzare il suo sito per parlare dei problemi di Ortona, per trattare argomenti di carattere generale e, sopratutto, questo lo ha detto a me, per fare in modo che si possa aprire in Ortona una “stagione del dialogo” e non della sterile contappossizione, come fino ad oggi è stato.

Bovino o suino non so, ma sono entrato nel posto che doveva servire al dialogo: pieno di bei articoli, interessanti intereventi, foto e video eccezzionali. A parole e con gli scritti ho manifestato il mio apprezzamento. Sono stato invitato così dal premio Nobel per la Pace (lo ha preso per la difesa dei diritti civili dei campesinos, ma non vuole che si sappia in città) a partecipare attivamente. Alla mia preoccupazione circa il fatto che qualcuno avrebbe potuto farmi la festa, lui, che come sapete, con ritrosia parla di se, ma se insisti si apre ti racconta che qualche decennio fa aveva salvato la vita perfino ad Allende, mi ha tranquilizato dicendo di non preoccuparmi, ”se qualcuno sferra un colpo non corretto ovvero, tira ad uccidere ci penso,  io” : cancello subito l’offesa, la maldicenza, tutto ciò che non serve a salvare Ortona.

In effetti dal mese di novembre, ho comiciato a dedicarmici; una volta, addirittura, ho avuto la possibilità di scrivere il mio programma alla provincia ricevendo oltre cento interventi, e nonostante le numerose critiche e le non condivisioni, non ho preso nessuna martellata o coltellata.

Cappero, dissi all’ex governatore di Bogotà, “eccellenza è vero avevi ragione, grazie a te si può finalmente discutere”. “Rinnoveremo la classe dirigente ed avremo un sindaco di trentotto anni, non fa niente se Onduregno”, diceva, crogiolandosi come sotto al sole della spiaggia Acapulco, di cui era stato anche direttore.

 Mi ci sono impegnato, gli accessi al meraviglioso mondo della nuova comunicazione, nonostante i miei non pochi impegni, come tutti sanno faccio rapine, furti e sturpi anche a Chieti adesso, mi toglievano diverso tempo. Addirittura, colui che è sato Governatore di non meno dieci stati e che ha risollevato l’economia del sudmerica, fece una proposta ai consiglieri comunali di tenere una rubrica su un particolare argomento di discussione in consiglio. Il successo è stato straordinario: non ha partecipato nessuno, tranne me! Solo dopo un altro consigliere ha accettato, ma prima di essere riammesso nei termini ha dovuto dimostare di avere almeno un conquistadores spagnolo tra i suoi avi.

Il  20 gennaio, mentre mi trovavo ricoverato all’ospedale di Ortona perchè il giorno dopo mi dovevano cambiare un pezzo, prima di dormire, vado nel mio posto preferito e leggo un intervento del Nostro, (che Alvaro Mutis si sarebbe sognato di scrivere), che mi chiama in causa, non per i soliti stupri ecc. ma perchè  ”avevo alzato la manina per approvare una delibera con la quale si intotolava una strada di Ortona ad Almirante”.

 Dal letto nel quale giaccio ancora, immediatamente scrivo che non mi sembrava di avere partecipato ad una discussione sull’argomento e che l’unica strada che avevo fatto intitolare era quella in favore del prof . Pasquale Salvucci che era stato, mentre Lui partecipava alle trattative per il rilascio della Betancur, rettore della università di Urbino  e senatore del PCI.

Tranquillo come può essere uno che il giorno dopo entra in macelleria, mi giro dall’altro lato e prendo sonno sicuro che, in virtù dei principi di lealtà e probità, appresi per essere stato tra l’altro il fondatore di Sendero Luminoso, il Nostro, l’amico di Allende, su Mattaotoiopolis avrebbe precisato le cose, e verificato sei avessi alzato la manina oppure no.

 Se sarete macellati anche voi, io non ve lo auguro, per via della anestesia,  per tre quattro giorni non ci capite, come è successo a me, una mazza.  Appena in grado di poterlo fare, però, era già lunedì sera, accendo il mio p.c. per controllare la posta elettronica  e trovo un messaggio sul mio blog www.pezzodime….it speditomi dal Grande Favollo (Gianluca di Renzo), che me ne dice di tutti i colori per sta storia di Almirante. Immediatamente pubblico lo scritto favollico e rispondo ridicendo quello che avevo detto scritto qualche giorno prima in merito “alla manina alzata” e che se si sbagliava avrebbe dovuto chiedermi scusa (cosa che ha fatto -andate a leggere il suo blog-).  Pregustavo, intanto, la possibilità di rientrare nel meraviglioso mondo di Mattatoiopolis, non ne ero stato mai  lontano per cosi lungo tempo. Già sentivo nella testa gli Inti Illimani e Roberto Carlos (alcune sue canzoni, non tutte, le ha scritte il Nostro),  voleva entrare, approfittando dei postumi della anestesia, pure  Iulio Iglesias (ma gli ho detto che cazzo vuoi tu! Sei spagnolo!). Sento il magico, soffuso ,”sclek” del p.c.,  sullo schermo appare il luogo della musica e della discussione, delle belle foto e  tutto il resto, mi beo di tutto ciò ed invece, improvvisamente, mi ritrovo nel mattatoio sociale creato dal Pinochet nostrano e….

 ”Cloook” mi arriva la martellata sulla fronte (che ha richiamato l’attenzione del personale ospedaliero), sferrata proprio da colui che, me lo aveva detto in confidenza, a causa di una donna, a Buenos Aires, aveva steso Monzon. Nonostante nella delibera che ha pubblicato è scritto che ero assente, nel suo articolo (non riesce a scrivere meglio di lui neppure Marquez), ha detto che non solo la manina l’ho alzata eccome, ma che mi ci è venuta pure la scogliosi, immeditamente diagnosticatami perchè  dopo il pugile  aveva fatto, solo per qualche mese, il primario a Città del Messico, reparto Ortopedia.

 Non muoio! nonostante la mazzata sto in piedi, non mi affloscio come i pupazzetti che gli stanno intorno.  Pensando al peggio fuggo sui post: sono oltre sessanta… qualcuno mi salverà penso. Non succede! Tante brave persone soggiogate dalla forza del cristo Redentore di Rio  De Ianerio, che si materialzza con le bracce larghe ed il  vestito bianco, con la meravigliosa faccia del nostro, mi afferrano mi mettono giù,.. brilla la lama d’argento e “Zach!”, mi sgozzano. Visto che ci si trovano estirpano perfino la mia progenie, perchè ha lo stesso mio sangue.

Andate a leggere se non è vero! Leggete cosa ha consentito che si scrivesse il conquistatore del sudamerica, che come è scritto nelle più importanti riviste scientifiche (ho messo la “ì”), è riuscito perfino cambiare le abitudini degli indios: non ciucciano più foglie di coca, ma i pistacchi che lui esporta dall’Italia.

Dal mattatoio mi sono salvato perchè ero già  in ospedale, sotto anestesia, ma questo, a chi ha insegnato ad usare il p.c. al capo dei servizi segreti cileni, perciò riesce ad individuare anche chi come anonimo scrive sul suo blog (dice lui), è sfuggito.

P.S. Mi hanno detto che travestito da Eli Visental (che è stato un suo collaboratore) ha partecipato alla prima giornata del del “mese della memoria” alla Sala Eden, non poteva andarci con la sua faccia perchè il negazionista Toni Hawks non lo avrebbe fatto scrivere più sul TIMES di Ortona, ma ha voluto vedere con i suoi occhi se anche quella iniziativa fosse partita da me e ne ha avuto la conferma, ma pensava che fossi morto…

LA DISCARICA DI AMIANTO

scritto da Remo il 26 gen 2010 - 04:51 3 commenti
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Cè chi lavora seriamente e chi prende per i fondelli la gente.

Una risoluzione contro la discarica di amianto, alla cui preparazione ho contribuito anche io, proposta dal Consigliere Regionale Emilio Nasuti, oggi è stata approvata alla unanimità, ricevendo il plateale applauso dei circa cento concittadini presenti, tra i quali il Sindaco di Ortona.

Camillo D’Alesandro  il sedicente paladino del nostro territorio, che resterà famoso per non avere vinto mai le elezioni neppure nel suo paesello (Arielli) dopo avere fatto della inutiile e dannosa demagogia, l’ha dovuta votare anche lui.

ALTA MACELLERIA SPECIALISTICA

scritto da Remo il 25 gen 2010 - 08:41 7 commenti
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Neppure il mio grande amico Carlo de Iure, da 40 anni macellaio alla Madonna degli Angeli, poteva fare meglio.

Con un solo taglio, che non ancora vedo ma non mi sembra tanto grande, hanno dissossato parte del mio prosciutto sinistro e con tanta pazienza, dopo avere tanto picconato e fresato,  mi hanno inserito un ingranaggio al titanio e restiuito il mio parmacotto cotto  tutto intero, nella sua piena fuzionalità.

Il capo macellaio Ezio D’Angelo (spero non si dispiaccia il amico Carlo de iure che si era offerto anche lui tra gli altri di fare l’intervento) ma anche a tutta la sua straordinaria equipe, per non parlare della caposala e degli infermieri, sono stati straordinari. A rimettermi in piedi sono stati due grandi fisioteparipisti Mimmo Marcucci e Luciano Meda, vecchi amici da sempre.

Facendo gli scongiuri tra qualche giorno esco dall’Ospedale di Ortona.

L’occasione è imperdibile per fare una seria riflessione sulla necessità di non perdere cotante strutture e prefessionalità, in una logica che vede solo i numeri e non il paziente al centro del problema sanità (ma qualcosa ho in mente e ci a lavoro da subito).

Conclusioni sulla scenziata

scritto da Remo il 17 gen 2010 - 07:13 9 commenti
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L’argomento petrolizzazione dell’Abruzzo, del centro e delle piattaforme al largo della costa della provincia di Chieti, dovrà essere, necessariamente riaffrontato.

L’esperienza fatta con il convegno in cui rappresentavo la provincia di Chieti, nel quale non mi hanno lasciato dire in tranquillità quale era la mia posizione, non è stata edificante.

Ho incontrato Tanino Basti e mi ha detto che non è intervenuto in mia difesa perchè temeva che gli sfuggisse la situazione dalle mani (gli credo), poi ci sono stati diversi interventi sul mio blog tutti significativi.

Hermes Pittelli, al quale ho chiesto scusa per averlo definito sedicente giornalista, ha aperto il dialogo ed è disposto ad incontrarmi per “prendere un caffè”.

L’Ing. Giambuzzi, da persona seria quale è (ripeto che non lo conoscevo),  ha ribadito con maggiore forza quanto aveva sostenuto i merito alla sua opinione sulle istituzioni e sulla petrolizzazione in generale.

Ci sono stati poi diversi interventi, ringrazio tutti per avere esperesso la propria opinione con educazione e corretteza, sopratutto quelli che non la pensano come me.

Rilevo, ma non posso non farlo, che non è emersa una condanna (parola forte ma non me ne viene una meno incisiva) chiara nei confronti della SCIENZIATA.  Come se la stessa, in virtù del suo operato (che non contesto) fosse divenuta una intoccabile. Chi sbaglia deve avare il coraggio di ammetterlo.  Se andate a leggere il Blog della D’Orsogna vi accorgete che non solo non intende chiedere scusa alla assemblea (se proprio non vuole farlo a me) ma continua nel suo atteggiamento che in un paese civile è incommentabile.

IL GIORNALISTA, L’EDITORE E LA SCIENZIATA

scritto da Remo il 10 gen 2010 - 01:23 11 commenti
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HERMES PITTELLI, il giornalista che era presente alla serata che ho descritto nel mio ultimo post, mi ha mandato un suo intervento che troverete nel mIo blog, non so perchè nei commenti sotto l’articolo degli auguri di natale. Potrei rispodergli con un post, ma l’autorevolezza del personaggio merita un adeguato riguardo e spazio.

Al caro Pittelli voglio dire che le rimostranze che ho fatto nel mio scriito non riguardavano assolutamente lui, e  neppure la D’Orsogna che pure le meriterebbe  ma per altre ragioni, ma l’organizzatore del convegno, perlatro mio amico.

Pittelli si dispiace, però, perchè, io forzando la penna l’ho definito “sedicente giornalista”, se la ritiene un’offesa me ne scuso. Non era e non è mia intenzione offendere nessuno, tantomeno lui che non conosco.

Però a Pittelli non sfuggirà che quella sera nessuno ci ha presentato, nessuno ha letto un suo curriculm, nessuno ha detto quale era il suo apporto alla serata ed in effetti lui, per via della afonia della D’Orsogna, si e limitato a leggere l’intervento di quest’ultima, senza aggiungere nulla che attenesse ad un suo pensiero, proprio come fa un portavoce.

Ho visto, solo oggi, su internet che è un giornalista free lance impegnato contro il malaffare ambientale e non posso che ringrazialo per il lavoro che fa, sapendo anche a quali rischi si espone, ma  non dovrebbe sfuggirgli (come non gli è sfuggito) da giornalista qual’è, che quella sera, io non avevo fatto nulla, assoluamente nulla, che potesse in qualche modo toccare la D’Orsogna, lui, o gli altri relatori. Del resto se così fosse lo avrebbe scritto nel suo post  in commento e che, alla sua presenza, forse per un equivoco (se non era una trappola), stavano metttendo sulla brace un “sedicente politico” (ci scherzo su) che per essere dove si trovava era stato eletto,  non fa nulla per agevolare il suo intervento, anzi quando il papà di turno interviene a difendere la figlia, che se ne andata senza dire perchè (anche questo comportamento non mi pare sia stato censurato da qualcuno), pensa bene di fare lui una replica al mio intervento (l’ho capito solo perchè me lo ha scritto nel post), prima che io facessi quello doveroso e necessario che riguaradava un attacco personale e politico fatto nei miei confronti.

Pittelli non aveva  diritto ad alcuna replica, e se la voleva doveva  richiederla, dicendo a chi e perchè avrebbe replicato; come non aveva diritto di parlare sul mio intervento il padre della D’Orsogna, non che questo mi dispiaccia che sia avvennuto ma, vivaddio, ne avevo diritto  anche io, perbacco! 

Nella concitazione del momento, in completa assenza di un intervento del moderatore, nel quale ripeto ancora oggi non capisco il perchè non sia intervenuto, ho visto solo una persona che non conoscevo che si frapponeva tra me ed il mio sacrosanto diritto di parlare, come istituzione e come persona: il  film che stavo girando in quel momento per dirla utilizzando la metafora cinematografica del post di Pittelli  e che se non si fosse immediatamnte spostato lo avrei buttato giù dal palco.

Tutto quì, per  me è chiarito l’equivoco, se Pittelli vuole sono pronto a stringergli la mano. Come sono pronto a stringerla alla D’Orsogna, alla quale riconosco di avere fatto una battaglia per una cosa in cui crede ma, non so se ne accorta, anzi visto il suo comportamento mi sembra proprio di no, che è stata strumentalizzata non solo a fini politici (da destra e da sinistra) ma anche a fini personali, contro di me se non ci si crede andate a leggere il suo Blog.

Se mi chiede scusa per le offese che mi ha fatto personalmente e che ha fatto alla istituzione che rappresentavo, gli stringo la mano, però.

Su queste due cose non posso recedere per il semplice fatto che ci si può girare intorno quanto si vuole ma la verità, come  l’Ing. Giambuzzi ha voluto dire con il suo intervento,  è che il consiglio comunale, in quel momento (settembre 2007)  non poteva non  votare il mutamento di destinazione dell’area (essendo il suo parere ininfluente come è stato stabilito dal TAR Pescara) ed ha evitato una causa che avrebbbe subito dall’ENI, perchè un suo ingiustificabile rifiuto o ritardo (ricordo a chi legge che allora nessuno sapeva che esisteva la D’Orsogna) avrebbe esposto il comune ad un risarcimento del danno per decine e decine di milioni di Euro.

Come avevo sempre sostenuto da allora e come è stato, sono stati gli stessi politici che avevano chiesto all’ENI di fare il Centro Oli a dovere fare una legge per non farlo fare, come del resto è avvenuto. Perchè,  caro Pittelli, il rispetto delle istituzioni prevede anche questo.

Da quì però a fare passare gli amministratori locali come dei venduti, quando sia la destra e la sinistra in una elezione comunale, fatta pochi mesi prima, si erano dichiarate disposte ad accettare il centro oli,  ne passa.

Tutto quì in sintesi e se vuole approfondire l’argomento (del rispetto e della tutela delle istituzioni o del centro oli di Ortona) anche con la D’Orrsogna con il padre i fratelli la sua corte di rispettabili giornalisti come lei ma anche i nani le  marionette  ed i saltimbamchi che ho visto in giro (nonchè lo zio frate, Padre Camillo, mio amico) sono prontissimo.

Vede, Pittelli, ho creato questo blog scrivendo una frase che ho utilzzato in una campagna elettarale qualche anno fa, perchè a lei, come anche alla D’Orsogna, a quelli che buttano fango su di me nei loro blog ed  a quelli che per le puttanate dette scritte sul CentroOli, mi hanno ucciso un meraviglioso pastore abbruzzese di settanta kili (8 dicembre 2008),  vorrei regalare, se lo accettano, semplicente, un sorriso.

L’editore e la scenziata (una bella accoppiata)

scritto da Remo il 08 gen 2010 - 08:27 20 commenti
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Ieri sera alla sala Eden, organizzato dalla rivista d’abruzzo,  si è tenuto un convegno sulle estrazioni petrolifere al largo della costa Ortonese.

Tanino Basti, che ne è stato medoratore aveva anche provveduto a fare gli inviti, per il Presidente della Provincia e per l’Assessore Regionale Mauro Febbo ( i quali non sono intervenuti per precedenti impegni assunti).

Tra gli invitati come era scritto sul manifesto c’erano la Dott.sa Maria Rita D’Orsogna, l’Ing. Tommaso Giambuzzi ed anche io nella funzione di assessore provinciale al turismo ed alla cultura.

Dopo una breve introduzione di Tanino Basti (i suoi riferimenti ai Trabocchi ed alla regata nuotatoria sono degni di essere citati) vi è stata una ampia relaione (circa tre quarti d’ora), di un sedicente giornalista il quale ha letto delle slide proiettate sullo schermo gigante, al posto della dott. D’Orsogna che si era detta afona,  prima di dare spazio all’ intervento di un pacato Ing. Giambuzzi (durato circa venti minuti).

Mentre la relazione della D’Orsogna è stata tutta incentrata su quanto fa male estrarre il petrolio con i suoi derivati, l’ing. Giambuzzi nella sostanza ha: esordito citando il Papa; fatto riferimento a Berlusconi; detto che il petrolio non è il demonio; concluso che nella legalità occorre sempre rispettare le regole della convivenza civile.

Tanino Basti (il già presidente dell’Arta) dopo aver preteso che mi iscrivessi per l’intervento (ricordo che ero citato sul manifesto), mi ha dato la parola e sono andato al microfono avendo davanti una platea di non meno centoventi persone.

Ho esordito dicendo che sottoscrivevo parola per parola l’intervento del’ing. Giambuzzi e che avendo egli fatto riferimento anche al rispetto epr le istituzioni (perchè i consiglieri comunali non sono degli scenziati che possono sapere delle centinaia di leggi e commi che regolano un settore così delicato) ho difeso l’operato del consiglio comunale di Ortona che, come sapete, per avre votato la variante al PRG, che avrebbe consentito la realizzazione del centro oli (dopo che vi erano stati 17 pareri favorevoli compreso quello dell’ARTA) nel corso di questi due anni è stato definito il peggio del peggio, alla faccia del rispetto delle istituzioni.

Mentre parlavo sono stato inrerrotto più di un volta dalla Dott.sa D’Orsogna, alla quale era tornata la voce (ho anche queste qualità taumaturgiche) che constatato che non mi facevo per nulla intimorire continuando a parlare strafregandomene del fatto che mi si interrompesse, ha pensato bene di abbondanare la sala (mi hanno riferito piangendo).

Non l’avesse mai fatto!  Il popolo a lei seguace, in un attimo, ritenendomi responsabile dell’abbandono (a me pare l’esatto contrario) me ne ha dette tutti i colori (altro che Balottelli a Verona!), ma nonostante tutto volevo completare l’intervento che, tra interruzzioni frizzi e lazzi, non era dutato più cinque minuti, quando il moderatore mi ha chiesto di concludere.

Non ci ho visto più e mi sono scatenato. Non solo non ha fatto niente per consentirmi di svolgere il mio intervento in maniera civile, il grande democratico editore di D’Abruzzo, stava impedendo alla istituzione che rappresentavo, sia come Presidenza della Provincia, che come assessore e consigliere comunale di parlare pochi minuti, dopo che altri avevano parlato sul medesimo argomento per oltre un’ora.

Il siparietto finale del padre della D’Orsogna che sale sul palco e mi accusa di avere mancato di rispetto della figlia, del sedicente giornalista che cerca di impedirmi di replicare al suddetto e che sposto decisamente dal microfono, ve lo siete persi e mi dispiace.

Concludendo questo breve resoconto di una serata, tacendo l’intervento dell’illuminatissimo consigliere regionale di Arielli, ho avuto l’impressione che quella tesami fosse una trappola fatta da chi ha bisogno di ricostruirsi una immagine nel campo ambientalistico, forse perchè troppo compromesso con il “potere” e della cosa mi sono convinto perchè sono passate ventiquattro ore dal fatto e nessuno mi ha chiesto ancora scusa, ne come istituzione ne come persona.

Ho, ancora una volta, difeso Ortona e ne sono fiero.

scritto da Remo il 24 dic 2009 - 04:04 4 commenti
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Buon Natale e felice anno nuovo a tutti, ma veramente tutti.

Il natale scade spesso nella banalità. Tutti ci diciamo più buoni, poi ognuno torna a farsi i fatti suoi.

Che sia natale ogni giorno per tutti, questo è l’augurio che faccio a tutti, ma veramente tutti.

Ortona e la cultura

scritto da Remo il 20 dic 2009 - 03:23 14 commenti
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Faccio un breve intermezzo. La mia storia politica riprenderà tra qualche giorno.

E’ domenica pomeriggio ho ricevuito una quantità di telefonate e di SMS che non riesco a contare. Tutti amici che ci tenevamo a dirmi subito che su RETE QUATTRO stava andando un documentario sulla Battaglia di Ortona.

L’occasione mi consente di fare alcune riflessioni sulla cultura a Ortona.

Circa un mese fa sui “Viaggi di Repubblica” è stato pubblicato un articolo su Ortona e L’Apostolo Tommaso (l’ho pubblicato sul mio blog).

Oggi domenica 20 dicembre 2009, sul “SOLE  24 ORE” (pag. 5o) c’è un articolo su Franceso Paolo Tosti e sull’Istituto Tostiano.

Sempre oggi su RETE QUATTRO, c’è il documentario “un natale di sangue” che parla dela Battaglia di Ortona.

E’ un caso? Oppure è il frutto di anni di lavoro che mi danno ragione quando sostengo che le risorse culturali di Ortona sono di livello intrenazionale????

Quanti soldi ha speso Ortona per questa publicità Nazionale? Neppure un euro!

Invero quando Roberto Dell’Angelo, produttore del documentario , mi chiese, allora ero vicesindaco, come contributo l’ospitalità  della troupe spiegandomi che il doocumentario sarebbe stato proiettato sui canali nazionali non me la sentii di dire di no.

Pensate che tra debiti fuori bilancio per i quali siamo andati a casa nel 2006 (i soldi c’erano, ma politicamente non si sono voluti approvare) c’erano anche quelli spesi per l’osptalità del Troupe.

Oggi mi sono commosso nel vedere sulla rete Nazionalle la Battaglia di Ortona e sopratutto tanti concittadini che hanno raccontato la loro esperienza. Un po meno per chi della batyaglia ne ha fatto solo motivo di sfoggio personale.  

Ortona con pochi sforzi può e deve diventare un centro culturale di primaria importanza nazionale. I presupposti, come sostengo da tempo,   ci sono, come ci sono anche le strutture adeguate come:  Castello, palazzo Farnese, Sala Eden, Palazzo Corvo.

Abbiamo lavorato bene in questi anni io e il sindaco. Sugli altri, compreso certa stampa, è meglio stendere un velo pietoso.

Ricominciamo daccapo.

scritto da Remo il 16 dic 2009 - 08:21 6 commenti
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In politica ad Ortona non accade niente dal 1994. Questa affermazione non può essere contradetta da nulla: è un  fatto, sul quale non si può discutere. In politica se non risolvi i problemi che hai te li porti appresso per sempre e quando ricominci ad operare ci sbatti contro.

Accade a livello nazionale, dove il passaggio dalla prima alla seconda repubblica non è stato completato e, addirittura, c’è  qualcuno la rimpiange; accade  a livello cittadino dove i problemi politici non sono stati mai affrontati perchè si pensa che si risolvano da soli. Non è così! Fino a quando non si avrà il coraggio di affrontare il problema Berlusconi dal punto di vista politico e si continua ad affrontarlo sotto il piano giudizioario, per via  della eterogenesi dei fini (altra caratteristica peculiare della politica)  non si fa altro che rafforzarlo.

A livello locale sino a che non si affronato i problemi che hanno portato a determinati risultati politici negli ultimi tre lustri chi governa si rafforzerà soltanto. Si impone d’obbligo una domanda: “allora perchè non ti fai i c. tuoi e continui a governare come fai da 16 anni?”

La risposta è semplice e la posso dare solo io! Perchè non sono entrato in politica non per farmi i c. miei e quando mi accorgo che si potrebbe fare di più e meglio lo dico.

Quando mi sono candidato la prima volta era il 1990 l’ho fatto con Democrazia Cristiana e da esterno, non ho mai avuto la tessera non sapevo neppure dove era la sede del partito e non ero mai entrato nella sala del consiglio comunale; me lo chiesero sia i socialisti (Nino Pace) che i democristiani Tommaso Coletti) scelsi questi ultimi perchè nel 1984 avevo sposato la nipote del Dott. Fulvio Della Loggia ed abitavo due piani sopra di lui in piazza plebiscito , (continua…).