Intervento in occasione della riapertura del Castello Aragonese di Ortona svolto il 4.06.09
Generale aggiungi un commentoOggi quattro giugno 2009 si celebra uno degli eventi più importanti della storia recente della nostra meravigliosa Ortona.
Martin Luter King ha detto “ I have a dream” “io ho un sogno”, dopo oltre quaranta anni un uomo di colore è diventato presidente degli Stati Uniti: il sogno è diventato realtà.
Non ci sono solo i sogni dei grandi uomini ma anche quelli degli uomini normali ed i sogni di intere comunità.
Riottenere il Castello Aragonese, riaprirlo e restituirlo alla città che lo ospita dalla metà del 1400, quando Alfonso d’Aragona volle costruire una fortezza proprio qui sul promontorio a salvaguardia del territorio, è per noi amministratori l’avverarsi di un sogno che conclude la prima fase di quello che possiamo definire a pieno titolo il “Rinascimento Ortonese”.
Non è stato solo questo il sogno della nostra comunità. Le ultime quattro legislature hanno avuto una vision, intesa come idea e immagine della città e del suo futuro e intorno a questo progetto tante energie sono state profuse, tanti investimenti sono stati effettuati ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Una vision del rinascimento che hanno avuto i sindaci, Puletti e Fratino, e gli amministratori che negli ultimi 15 anni hanno governato la città riportando Ortona allo splendore, alla considerazione che aveva nei primi anni del 1900 quando era definita a pieno titolo la Perla dell’Adriatico, poi orrendamente distrutta dagli eventi bellici del’43.
Chi oggi giunge ad Ortona resta affascinato dalla sua straordinaria bellezza, non solo per la naturale posizione ortogonale rispetto al mare che la fece preferire da Margherita D’Austria a tante altre blasonate città, ma anche per l’incanto dei luoghi e per l’importanza dei suoi giacimenti culturali.
Dai Giardini della Sala Eden, all’auditorium. Dal polo culturale di Sant’Anna alla Chiesa di Santa Caterina, dal Teatro Tosti al Palazzo Farnese, costeggiando il mare adriatico che “verde è come i pascoli dei monti” per citare D’Annunzio, sino a questa stupenda roccaforte che oggi torna finalmente a splendere.
Tanto è stato recuperato, tanto è stato ricostruito, tanto è stato riconsegnato alla città. Il sogno di tutti gli ortonesi, il sogno della comunità si è realizzato: vedere i luoghi cari rinascere dal degrado e dall’abbandono.
Ma il sogno di tutti noi era ed è ancora anche quello di valorizzare e promuovere il nostro patrimonio culturale, storico e religioso e di farne una bandiera da portare con orgoglio. E ci siamo riusciti con tenacia e determinazione, oggi grazie anche al sostegno di S.E. Mons Carlo Ghidelli, Ortona è nota anche fuori dai confini regionali e nazionali come la città dell’Apostolo Tommaso a cui il suo nome è legata indissolubilmente. E’ riuscita a riappropriarsi di grandi temi della sua storia, la Battaglia di Ortona, Margherita d’Austria e F.P. Tosti, sviluppandoli e creandovi attorno importanti relazioni internazionali, potenziando così le occasioni di crescita per l’intera comunità.
Sogni che sembravano irrealizzabili qualche decennio fa ma che la lungimiranza e la tenacia di chi in questi anni ha operato alla guida della città hanno reso possibili. Sogni che con il passare degli anni si sono trasformati in speranza e poi finalmente in realtà, restituendo alla città e a tutti noi un senso di appartenenza, di identità e l’orgoglio di essere ortonesi.
Il Castello Aragonese è lo scrigno, la cassaforte del nostro passato, conserva le testimonianze che retrodatano la genesi di Ortona a 1500 – 2000 anni prima di Cristo. I reperti archeologici ritrovati e gli insediamenti abitativi rinvenuti al suo interno, come più volte sottolineato dal dott. Andrea Staffa della sovrintendenza ai Beni Archeologici, fanno del nostro Castello uno dei più importanti siti archeologici d’Abruzzo, avendovi riscontrato una continuità abitativa dall’epoca del bronzo ai giorni nostri.
Il Castello è da oggi la carta d’identità degli ortonesi, che ha in sé la forza del passato e il vigore dell’essere parte di una comunità, non perché non è delle istituzioni che pur hanno contribuito a ristrutturarlo, ma tutti i cittadini, non solo di quelli che hanno ancora dei ricordi legati a questa splendida struttura ma anche di tutti quelli che non ne hanno perché in questi anni ne sono stati privati.
Il ritorno del Castello ai cittadini rappresenta la conclusione di un percorso e insieme l’inizio di un nuovo e più grande sogno. Vedere Ortona proiettata verso il futuro consolidando la visibilità che ha e che merita. Con la sua imponenza a picco sul mare e nella sua bellezza, potrà rappresentarla degnamente diventandone il brand, l’immagine da esportare.
Nell’apprestarmi a concludere, non vorrei ringraziare e ricordare solo chi ha creduto e voluto questa vision ma anche chi vi ha contribuito e senza il cui apporto non sarebbe stata possibile la realizzazione: in primis l’On. Franco Corleone poichè senza di lui oggi non saremmo qui. E per ringraziare e rendere onore ad un personaggio che tanto ha dato per la nostra città, il consiglio comunale nell’ultima seduta ha conferito a Franco Corleone la cittadinanza onoraria, che il sindaco gli consegnerà in un’apposita manifestazione.
Ma anche Luca Menna e con lui tutti i consiglieri comunali che con passione e tenacia hanno voluto che il comune acquistasse una residua parte privata del castello.
La sovrintendenza ai beni architettonici nella persona del sovrintendente.
Ma anche l’arch. Celenza: quante volte siamo venuti in questo luogo a controllare a progettare a collaborare e grazie per aver accolto la proposta di rendere questo spazio utilizzabile come teatro all’aperto.
Parte da questa sera la seconda fase del rinascimento cittadino.
Consolidare in tutti gli Ortonesi la consapevolezza di possedere un patrimonio strutturale e culturale di inestimabile valore che deve essere tutelato, protetto e curato. Ci vogliono anni di impegni e sacrifici di intere comunità per realizzarlo ma basta un attimo per distruggerlo. Siamo tutti, dal primo all’ultimo dei cittadini, custodi di questo patrimonio.
Dopo aver speso i migliori anni della nostra vita e le migliori energie per riportare Ortona ad essere la Perla dell’Adriatico, alle giovani generazioni affidiamo il compito di utilizzare e custodire questa Perla, perché solo dal suo sviluppo e dalla sua crescita si misurerà la nostrà Ortonesità.
giugno 28th, 2009 at 22:43
Grande REMO!
appena mi hanno detto che avevi aperto un sito subito ho voluto vedere…..come al solito stai avanti a tutti!
E noto che è anche bello “caldo” a livello di discussioni!
Magari cura un po’ piu’ la grafica!
Ci si vede in giro Buon lavoro!
giugno 30th, 2009 at 18:04
Ciao Andrea,
grazie dei complimenti, stiamo lavorando per migliorare il sito. Almeno quì posso parlare.
A presto.