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RIPARI DI GIOBBE: “la situazione è grave ma non è seria”

scritto da Remo il 21 ago 2009 - 05:54 67 commenti
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Tutte le pubblicazioni turistiche che promuovono la nostra costa necessariamente pubblicano la foto di un posto del litorale di Ortona. A circa 1,5 KM dal centro di  Ortona verso Pescara, esiste una delle più belle insenature della costa Abruzzese. Probabilmente la più bella, sia perchè non ce ne sono altre, sia perchè la ferrovia in quel punto passa in galleria e non da alcun fastidio. Ai Ripari di Giobbe, pare si chiami così secondo alcuni, perchè vi approdò Giobbe, secondo altri perchè andava lì a pesca un signore che appunto si chiamava così.

Vi si accede prendendo la ss. 16, svoltando verso destra poco prima del Bivio per la c.da San Pietro.

Sulle carte topografiche invero vi è anche un altra strada che si imbocca poco dopo la cosidetta curva di “Gianluigi” ed arriva virtualmente, dopo circa quatro km, a Torremucchia.

L’accesso dalla SS16 è costituito da un curviliono nastro di bitume non più largo di 1,5 metri, lungo 800, che porta in un punto panoramico, proprio sul colle, dal quale c’è un panorama mozzafiato, in particolare durante la fioritura delle ginestre.

La strada carrabile si arresta davanti all’ingresso del camping un, imponente, ma non bello, cancello di metallo, sbarra la strada, mentre la strada pedonale, non più percorribile da circa due anni, perchè franata scende(va) verso il mare dove giunge(va), dopo circa duecento metri di discesa abbastanza impervia e pericolosa, almeno in certi punti.

La descrizione dei luoghi è necesaria per far capire a chi legge, magari non sono tutti Abruzzesi, di cosa stiamo parlando.

Occorre ancora dire, per completezza, che tutto il terreno retrostante l’insenatura è di proprietà privata, e che è distinata a campeggio per tende e caravan ed esiste in loco da almeno trenta anni. La Regione Abruzzo recentemente, non ho i dati precisi in questo momento, ha installato una riserva naturale protetta in loco. 

Mentre per una causalità che pare incredibile, ma è così, nella zona c’è la più alta concentrazione di assessori e consilieri comunali che si possa immaginare.

All’incrocio con la ss16 sulla sinistra venendo da Ortona, vi è la proprietà dell’assessore Valter Polidoro, entrando nell’incrocio a destra, ci sono circa due ettari di terra con Casa Padornale del Sig. Cricchio Renzo, tra i più importanti esponenti di Forza Italia di Ortona, prosenguendo dopo circa duecento vi è la proprietà con la casa dell’Avv. Walter De Cesare, assessore all’urbanistica di Chieti, cento metri più avanti, sulla destra, vi è la casa del dirgente comunale Arch. Di Nardo Filippo, appena fatta la curva, sulla sinistra, vi è la casa con la terra del Sig. Tommaso Cieri, che è in uso del filgio Luca, da anni felicemente filanzato con la Sig. na Francesca Conteddu, figlia della consigliere comunale Annarita Guerracino, fratello del consigliere comunale Paolo Cieri, a confine vi è la casa con la terra del sottoscritto, contraddistinta da un muro giallo ed un cancello di ferro battuto, dopo duecento metri, proprio sul colle vi è la casa con la terra intorno dell’Avv. Tommaso Cieri, solo omonimo del precedente Cieri T. sopra citato.

Sono sicuro che nessuno crederà alla casualità di tale concentrazione, ma le cose stanno in questo modo: per Polidoro, Di Nardo, Cricchio e Cieri Tommaso, sono proprietà derivanti dai loro avi; l’Avv. de Cesare ha comprato da circa 40 anni, il sottoscrittto da 22, l’Avv. Cieri da più o meno dieci anni.

 I problemi da risolvere in questo scenario sono:

La strada litoranea con il dissesto idrogeolgico; l’accesso al mare ed  il parcheggio; l’acceso al camping;    

Basta andare su GOOGOL MAP per redersi conto in quale situazione versa la strada litoranea, della quale io non conoscevo l’esistenza sino a due o tre anni fa. Dal lato di Ortona, vi si accede da un ingresso in salita stretto ed impervio, dopo la curva di Gianluigi, si passa letteralmente in mezzo a due tre vecchie case massimo 1, 5 mt di larghezza si arriva ad un punto in cui la strada termina nella campagna non vi è più traccia di essa, perchè dopo tre quattrocento metri, anche meno si arriva nel punto in cui la strada che era a strapiombo sulla costa, non c’è più, è franata.  Da quando questo è accaduto non so dire ma saraanno almeno trenta anni. La frana oltre ad aver fatto scendere la strada di diverse decine di metri, ha attinto direttamente le prorietà  dell’avv De Cesare e del Sig. Buzzelli Raffaele.

Il disseto idrogeologico è grave perchè la frana avanza ed occorre intervenire urgentemente.

Dall’altro lato in corrispondenza del punto paronamico mozzafiato, la strada è altrettanto franata e quasi non esiste più se non per pochi inutilizzabili metri, sicuramente non ricongiungibili all’altro lato, per via delle proprietà del Camping, del Sig. Buzzelli e dell’Avv. de Cesare.

Cosa si può fare? l’intelligenza di ognuno di noi può rispondere. Il Comune dovrebbe espropriare le aree necessarie per ripristanare la strada per poi fare un ponte di congiunzione o dei sali e scendi, che sarebbero oltremodo impervi, ma tutto si può fare, occorre solo dire che cosa si vuole fare, in modo che l’amministrazione trovi le risorse ed il consenso necessario per la spesa relativa.

Veniamo all’accesso al mare. Come detto esisteva una strada pedonale con imbocco su una scalinata abbastanza ripida in metallo che circa un cento metri piùavanto in prossimità della falesia a strapiombo è franata.

La strada pedonale insiste su suolo privato, il camping, ma è di uso pubblico, il privato non può opporsi al suo ripristino: il comune deve trovare le risorse (vale il discorso di cui sopra) per  farlo, mettendola anche in sicurezza.

Strettamente connesso all’accesso al mare è il parcheggio, se, giustamente si conecede l’accesso, si deve prevedere anche che questo avvenga e che quindi si possano lasciare le macchine in sosta. Anche in questo caso occorre fare i necessari espropri, cosa non facile, considerando che alcuni frontisti della strada asfaltata sembrano molto attaccati alla loro proprietà,  visto che non potano neppure i loro alberi in modo che essi  invadono quasi completamente la già stretta carreggiata esistente (andare sul pusto e  vedere per credere; se sesite un’altro posto in Italia dove gli alberi sono ad altezza d’uomo praticamente sulla strada, segnalatemelo).

Infine vi è l’accesso al camping. Non credo si offenda nessuno se dico che quello dei Ripari è il più brutto campeggio della costa. I servizi (bagni e docce) sono pessimi, la strada di accesso è ancora, come da quaranta anni, ricoperta dal “misto di montagma”: quel pietrisco che si sfarina e fa una polvere sottilissima che si posa su tutto e fa sembrare che nevichi anche a ferragosto e che se la respiri ti va direttamente nei polmoni, come un benefico aereosol (viene dalla montagna!), non ci vado su quella strada, neppure se mi pagano!

Che cosa si può dire al titolare di una attività economica che vuole avere gli stessi diritti degli altri campeggiatori d’talia e pretende di tutelare la sua proprietà e la sicurezza dei suoi clienti? Io non so più cosa dire, e non ci vado neppure al mare, dopo tanti anni di discorsi inutili, mi mette l’ansia solo a vederlo sempre  sudato ed impolverato che assieme a tutta la sua famiglia, altrettanto coperta da uno spesso strato di “neve dei ripari di giobbe”, che si ammazza per fare entrare un caravan o sistemare una tenda.

Neppure in Tunisia esistono più queste cose.

Bene, scrivo dai Ripari di Giobbe da sotto il portico della mia casetta, e adesso sorrido perchè tra le carte che mi sono portato da leggere (non pensavo di scrivere), mi capita di vedere quella del “comitato spontaneo PRO RIPARI DI GIOBBE”. Leggo che il direttore generale del Comune, un assessore comunale (al turismo!), un consigliere comunale, un segretario politico, un aspirante consigliere provinciale ed altre illustri persone,  raccolgono le firme per: realizzare immediatamente un accessso al mare pubblico; per l’utilizzo della strada Comunale Ripari di Giobbe”; riattivazione e completamento della strada comunale Ripari di Giobbe Torre Mucchia. Siccome non ho mai visto qualcuno che raccoglie le firme destinate a se stesso, mi viene da dire con Flaiano la situazione è grave ma non è seria e smetto di scrivere.   

P.S. ero partito con tanta buona intenzione ma la demogogia mi ha fatto cadere le braccia (le dita).

Sull’argomento sono pronto ad un confronto pubblico se ben moderato, può andare bene anche Gianni Di Gregorio.

PER GLI EROI DEL BUKANEER

scritto da Remo il 17 ago 2009 - 12:43 13 commenti
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Ieri, 17.0809, alle 23,30 davanti alla P.za del Catello in Ortona, prima che si concludesse la più straordinaria “SAGRA DEGLI ANTICHI SAPORI” da quando è iniziata (13ma edizione), il Sindaco ha voluto dare il saluto della città a  Mario Iarlori e Tommaso Cavuto, che, come sapete, sono restati per oltre quattro mesi sotto sequestro dei pirati in Somalia. 

Il saluto prevedeva l’intervento del Sindaco, dell’ammistratore delegato della Micoperi (armatrice del Bukaneer), del Presidente della Provincia, ma non del Presidente del Consiglio Comunale che, come tutti sanno, rappresenta tutti i consiglieri comunali in carica (maggioranza ed opposizione).

Se, da un lato, le sitituzioni vanno sempre difese (è uno dei principi fondamentali della democrazia), dall’altro, chi le rappresenta ha un obbligo giuridico e morale di raprresentarle.

Ieri sera forzando la scaletta ho fatto questo saluto che trascrivo a beneficio dei consiglieri comunali presenti ed assenti, di maggioranza e di opposizione, perchè non vorrei si pensasse che i consiglieri comunali siano restati inerti e così anche il Presidente:

“A nome di tutto il Consiglio Comunale esprimo il profindo compiacimento e la soddisfazione per l’esito positivo della vicenda del Bukaneer.

Ai nostri concittadini, ai nostri involontari eroi, provati da oltre quattro mesi di brutale prigionia, giunga l’abbraccio della più alta istituzione democratica cittadina: espressione proprio di quella libertà che è stata loro negata per tanto tempo, che è la ragione della nostra e della loro vita.

Devono sapere Mario e Tommaso che non c’è stato giorno che i consiglieri di maggioranza e di opposizione non mi abbiano chiesto di prendere, come Consiglio Comunale, delle iniziative pubbliche per cercare di fare sentire la loro voce e la loro vicinanza, al fine di accellerare la liberazione.

Grazie a loro che ragionevolmente hanno accettato di muoversi in tono minore, anche a scapito della ribalta mediatica che avrebbero sicuramente ottenuto; grazie alle istituzioni democratiche del nostro paese che hanno scelto la strada giusta per ottenere la liberazione di tutti gli staggi del Bukaneer; garzie a Dio perchè la liberazione è avvenuta.

A nome del consiglio comunale: BENTORNATO MARIO, BENTORNATO TOMMASO.   

PUBBLICHE SCUSE AL SINDACO

scritto da Remo il 15 ago 2009 - 08:39 23 commenti
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Il mio Blog ospita tutti, serve a me per dire come la penso e discutere, con chi vuole farlo, su tutto. Ho scritto che avrei accettato tutte le critiche ed i commenti, purchè non contenessero offese o minacce.

Nell’ultimo consiglio comunale, quello nel quale la maggioranza non ha avuto il numero legale per eleggere il nuovo presidente del consiglio, il Sindaco, prima di annunciare che avrebbe azzerato la giunta (cosa che ha fatto) si è detto molto amareggiato perchè veniva attaccato ed offeso su alcuni blog.  Ero presente, seduto al suo fianco, e non ho capito che si riferiva anche al mio (o solo al mio, gli avrei risposto subito), perchè non mi aveva mai detto nulla. Ho saputo solo dopo che, invece si riferiva proprio al mio blog.

Sono stato tutta la mattina di questo ferragosto a leggere i commenti e devo dargli ragione e perciò pubblicamnte gli chiedo scusa per due motivi: 1) perchè avevo scritto che non avrei consentito a nessuno di offendere me e quindi neppure gli altri; 2) perchè quelle scritte sono vere  proprie offese alla persona che io non condivido.

Ho provveduto a cancellare il commento offensivo senza citarlo, perchè altrimenti non farei altro che ribadirlo; del resto quello che penso del Sindaco, l’ho scritto glielo dico direttamente e l’ho anche ridadito qui nel mio blog:  non è un pensare negativo.

Ho solo una giustificazione autentica: non ho letto quel commento, mi è sfuggito, ed è stato pubblicato in automatico. Mi ha spiegato l’amministratore del mio sito che un commentatore  ammesso la prima volta, passandogli l’intervento, con il successivo entra direttamente e sono io che devo cancellarlo. Solo il primo degli interventi va nella cartella “approvalo” gli altri no vengono pubblicati in automatico.

Non ho alcuna difficoltà  a chiedere scusa quando sbaglio, come adesso e lo faccio pubblicamente.

Però: 1) il  Sindaco me lo poteva dire subito; 2) mi pare che con il  centro oli, sopratutto, e con tanti anni di vicinanza l’ho sempre difeso anche quando farlo era veramente difficile, prendendomi anche responsabiltà che avrei fatto volentieri a meno di assumere; 3) il suo comportamento attuale, solo per citare qualche aspetto: scelta dei collaboratori, candidature alla regione prima ed alla provincia poi, azzeramento della giunta, eccettera, non lo condivido per il semplice fatto che non me lo ha chiesto ne dal punto di  vista politico (ne ho diritto perbacco!!!!!), neppure da quello personale. Ciò significa che ha altre idee politiche rispetto alle mie e che ha altri amici, del resto, è questo è evidente, si circonda di gente che non mi stima affatto (altro che “offese” sul blog fannno nei mie confronti).

Ma questo è un chiarimento politico e personale che gli ho chiesto direttamente.

Poichè, per concludere, la responsabilità del blog e solo mia, ribadisco le scuse, invito a non fare più offese a nessuno, assolutamente, prego chi si sentisse offeso per scritti apparsi nel mio blog di farmelo sapere. 

Pago sempre direttamente i mie errori! (a volte pago anche per quelli degli altri).

Buon ferragosto a tutti.