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L’editore e la scenziata (una bella accoppiata)

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Ieri sera alla sala Eden, organizzato dalla rivista d’abruzzo,  si è tenuto un convegno sulle estrazioni petrolifere al largo della costa Ortonese.

Tanino Basti, che ne è stato medoratore aveva anche provveduto a fare gli inviti, per il Presidente della Provincia e per l’Assessore Regionale Mauro Febbo ( i quali non sono intervenuti per precedenti impegni assunti).

Tra gli invitati come era scritto sul manifesto c’erano la Dott.sa Maria Rita D’Orsogna, l’Ing. Tommaso Giambuzzi ed anche io nella funzione di assessore provinciale al turismo ed alla cultura.

Dopo una breve introduzione di Tanino Basti (i suoi riferimenti ai Trabocchi ed alla regata nuotatoria sono degni di essere citati) vi è stata una ampia relaione (circa tre quarti d’ora), di un sedicente giornalista il quale ha letto delle slide proiettate sullo schermo gigante, al posto della dott. D’Orsogna che si era detta afona,  prima di dare spazio all’ intervento di un pacato Ing. Giambuzzi (durato circa venti minuti).

Mentre la relazione della D’Orsogna è stata tutta incentrata su quanto fa male estrarre il petrolio con i suoi derivati, l’ing. Giambuzzi nella sostanza ha: esordito citando il Papa; fatto riferimento a Berlusconi; detto che il petrolio non è il demonio; concluso che nella legalità occorre sempre rispettare le regole della convivenza civile.

Tanino Basti (il già presidente dell’Arta) dopo aver preteso che mi iscrivessi per l’intervento (ricordo che ero citato sul manifesto), mi ha dato la parola e sono andato al microfono avendo davanti una platea di non meno centoventi persone.

Ho esordito dicendo che sottoscrivevo parola per parola l’intervento del’ing. Giambuzzi e che avendo egli fatto riferimento anche al rispetto epr le istituzioni (perchè i consiglieri comunali non sono degli scenziati che possono sapere delle centinaia di leggi e commi che regolano un settore così delicato) ho difeso l’operato del consiglio comunale di Ortona che, come sapete, per avre votato la variante al PRG, che avrebbe consentito la realizzazione del centro oli (dopo che vi erano stati 17 pareri favorevoli compreso quello dell’ARTA) nel corso di questi due anni è stato definito il peggio del peggio, alla faccia del rispetto delle istituzioni.

Mentre parlavo sono stato inrerrotto più di un volta dalla Dott.sa D’Orsogna, alla quale era tornata la voce (ho anche queste qualità taumaturgiche) che constatato che non mi facevo per nulla intimorire continuando a parlare strafregandomene del fatto che mi si interrompesse, ha pensato bene di abbondanare la sala (mi hanno riferito piangendo).

Non l’avesse mai fatto!  Il popolo a lei seguace, in un attimo, ritenendomi responsabile dell’abbandono (a me pare l’esatto contrario) me ne ha dette tutti i colori (altro che Balottelli a Verona!), ma nonostante tutto volevo completare l’intervento che, tra interruzzioni frizzi e lazzi, non era dutato più cinque minuti, quando il moderatore mi ha chiesto di concludere.

Non ci ho visto più e mi sono scatenato. Non solo non ha fatto niente per consentirmi di svolgere il mio intervento in maniera civile, il grande democratico editore di D’Abruzzo, stava impedendo alla istituzione che rappresentavo, sia come Presidenza della Provincia, che come assessore e consigliere comunale di parlare pochi minuti, dopo che altri avevano parlato sul medesimo argomento per oltre un’ora.

Il siparietto finale del padre della D’Orsogna che sale sul palco e mi accusa di avere mancato di rispetto della figlia, del sedicente giornalista che cerca di impedirmi di replicare al suddetto e che sposto decisamente dal microfono, ve lo siete persi e mi dispiace.

Concludendo questo breve resoconto di una serata, tacendo l’intervento dell’illuminatissimo consigliere regionale di Arielli, ho avuto l’impressione che quella tesami fosse una trappola fatta da chi ha bisogno di ricostruirsi una immagine nel campo ambientalistico, forse perchè troppo compromesso con il “potere” e della cosa mi sono convinto perchè sono passate ventiquattro ore dal fatto e nessuno mi ha chiesto ancora scusa, ne come istituzione ne come persona.

Ho, ancora una volta, difeso Ortona e ne sono fiero.

20 Commenti to “L’editore e la scenziata (una bella accoppiata)”

  1. Morgengabe Dice:

    Non condivido le tue idee ma mi batterò perché tu possa esprimerle… e se lo diceva Voltaire non lo dice la D’Orsogna!!!

    Proprio un brutto spettacolo quello visto e sentito ieri. Un’occasione persa per sedersi ad un tavolo e ragionare… o meglio, qualcuno si è seduto, ma qualcuno si è alzato e qualcun altro ha tramato (!!!). Forse le Istituzioni meritano un po’ più di rispetto, ma forse, più semplicemente, le Persone meritano un po’ più di rispetto. Questa è la condizione essenziale per poter fare e dire qualunque cosa.

    Bravo Remo e complimenti all’Ing. Giambuzzi.

  2. abramo Dice:

    il giornalista era una mezza schiappa tutti siamo bravi a leggere al massimo inforchiamo gli occhiali e la fauna presente era quella di un certo tipo ( figli dei fiori in pensione vista l’età)
    avvocato la testa la sappiamo ancora usare ci vuole l’arrosto il fumo serve a poco

  3. maurizio Dice:

    Premetto che non ero presente alla conferenza, ma dai diversi racconti che mi sono stati fatti, mi pare di capire che questa sia stata una grossa occasione sprecata per chi si batte per la tutela dell’ambiente ed in particolare della costa. Non capisco quale possa essere l’interesse a cercare necessariamente lo scontro con le istituzioni e principalmente con l’assessore al turismo della provincia di Chieti, considerato che quest’ultimo dovrebbe essere il primo interlocutore di chi si batte per la protezione e riqualificazione della costa. Certamente vi è stata la nota positiva della relazione dell’Ing. Giambuzzi, capace di ottenere unanimi consensi e che, mi auguro, possa essere la base per importanti riflessioni civili e politiche.
    Non voglio credere a complotti e a “trappoloni”, ma probabilmente la conferenza si è incanalata in una direzione polemica più che propositiva, guardando più al passato, oramai archiviato, che al futuro.

  4. sara Dice:

    Salve, leggendo il resoconto da lei fatto dell’incontro di giovedì, sono rimasta sconcertata… per onor di verità ci sarebbe da controbbatterla punto su punto. Fortunatamente ho trovato il video del suo intervento:
    http://www.facebook.com/video/video.php?v=1215065014784&ref=nf
    cosicchè quanti fossero interessati possano farsi un’idea, quanto più vicina alla realtà.
    Cordiali saluti
    Sara

  5. Lucio Dice:

    Il video parla chiaro!
    Sono sicuro che se le stesse parole dette da Remo Di Martino fossero state pronunciate da qualunque altro politico in sala, ci sarebbe stata una standing ovation! Come dire: puoi affermare quello che vuoi, anche sottoscrivere tutto quanto detto dagli apprezzatissimi interventi precedenti, impegnandoti per la realizzazione dei progetti ambientalisti, ma per il solo fatto che ti chiami Remo Di Martino meriti di essere contestato!!!
    La fuga della D’Orsogna, poi, rimane un mistero…

  6. Ombrina 2 Dice:

    La polemica è scoppiata quando, dopo le relazioni , l’una di informazione tecnico-scientifica, l’altra tecnico giuridica, si è usciti dal tema (decisioni da prendere in merito ai progetti di trivellazione) passando a parlare del passato. Cercare di giustificare o spiegare posizioni passate, guardare indietro produce inevitabilmente polemica e perdita di tempo. Guardiamo al futuro, crediamo adesso nei propositi e nelle assicurazioni che Remo ci ha fatto, nella volontà manifestata dalle altre personalità politiche presenti, nella disponibilità di Tommaso Giambuzzi e non sprecheremo l’occasione che ci è stata offerta. Io ritengo che l’incontro è stato invece un momento di presa di coscienza e assunzione di pubblica responsabilità per tutti i presenti.

  7. linus senza coperta Dice:

    ma che ci sei andato a fare? cosa ti aspettavi? poi la d’orsogna se non sai controllare l’emotività resta a casa e getta la chiave

  8. Grande Favollo Dice:

    Ma Tanino non era quel tizio che ti eri portato in India sulle tracce di San Tommaso? Visto che c’eri, lo potevi lasciare là.
    PS Metti qualche “i” alla parola “scenza”

  9. l'untore Dice:

    Caro Di Renzo, la i a scenzìata non ce la metto neanche io, perchè serve a riprodurre l’espressione ortonese scenzì-ata e non la parola italiana scienziata, le differenze le sai.

    La D’orsogna è una delle tante persone che crede di essere depositaria della verità, e i suoi comportamenti sono conseguenti. Quando qualcuno ragiona così è pericoloso e va contrastato, non importa la sua causa, per questi soggetti è indifferente essere ecologisti, nazisti, cattolici integralisti o talebani.
    Per loro ogni pensiero diverso è malafede o stupidità, perciò non può esservi dibattito ma solo emanazione del Verbo e derisione dell’avversario.
    Comunque ognuno è libero anche di dire scemenze, non ce l’ho ne con la d’orsogna ne con il suo enturage. Ce l’ho a morte con chei prima rivendicava che i pozzi si sarebbero chiamati “ortona e non miglianico” e poi per un calcolo elettorale meschino e pure sbagliato ha provocato un dann irreparabile ad Ortona.

  10. Tommaso Giambuzzi Dice:

    Chiarimento marginale. Mi ero riproposto di sottomettere al dibattito all’Eden un contributo, a guisa di testimonianza, di impegno civile, nell’affrontare l’immanenza, grave e controversa sul nostro mare e sulla nostra terra, degli interventi in idrocarburi fossili. Avevo la convinzione fatua che, se solo fossi riuscito a spiegarmi,l’impostazione che proponevo non poteva essere respinta da nessuno, pur in una scontata diffusa sfiducia sugli esiti possibili. Mi illudevo addirittura di dare una speranza di ricondurre le diatribe entro i margini delle regole di civile convivenza, alle quali tutti credo faremmo bene a ritornare: regole che si compendiano nelle libere leggi della Repubblica.
    Mi sono invece rivelato uno sprovveduto dilettante, con un’ attuazione tanto povera quanto grottescamente ambizioso era il mio proposito. Il mio contributo si è purtroppo perso prima di venir in luce a causa della sua (e mia) intima pochezza. Me ne dispiace, ne sono mortificato e chiedo scusa a tutti: non lo farò più.
    Se il mio intervento avesse avuto spessore un decimo del suo, Maria Rita d’Orsogna non avrebbe avuto bisogno di alcuna reazione improvvida; se solo io avessi riempito le sue tesi con valide dimostrazioni di altrettante violazioni normative e di deficienze concettuali (e progettuali) lei non avrebbe avuto bisogno di alcun altro riconoscimento delle sue ragioni. Dei gesti e del trattamento nei quali lei è incorsa sento il peso poco nobile e la responsabilità malamente assunta.
    Agli amministratori e ai politici non rimproveravo la perfidia delle loro posizioni o la scaltra cattiveria con la quale hanno finora parteggiato per interessi nocivi: sono cosciente che essi (tranne qualche evidente eccezione)hanno avuto un orizzonte molto limitato all’intorno di casa e una percezione molto poco acuita sulla portata delle cose che avevano sotto scrutinio. Non sono nè meravigliato nè affatto scandalizzato dalla maniera impropria e distorta con la quale hanno osservato i progetti: se non è giunto il TAR a scorgere le storture (anzi!), come ci si aspetta che ci arrivino dei caserecci consiglieri comunali o dei altrettanto caserecci tecnici e funzionari?
    Mi sento, dal mio scarso canile, di rimproverare amministratori e politici di non aver neanche tentato, nella loro sicumera, di coprire la loro abissale impreparazione con la ricerca precauzionale delle competenze sufficienti, che pure ci sono attorno a loro, nella società civile in cui nuotano. Questo sì. Ma vorrei comunque esprimermi con opportuna modestia: comunque ci fossimo tutti comportati, non possiamo ingenuamente coltivare la presunzione di bloccare un’industria economicamente attrattiva con così scarso e controverso impegno. Ci vogliono anni di approfondimenti, inchieste, ricerca, lotte e discussioni, come insegnò la Sangro-chimica. L’obiettivo tuttavia di disciplinare l’industria degli idrocarburi (ogni industria) al ripetto delle regole che ci siamo date per la nostra convivenza civile, fino a depotenziarne tutta la nocività e a farla rinunciare ad ogni rischio di danno alla nostra terra e alla nostra comunità,mi sembra proprio alla nostra portata. A questo volevo sollecitare l’impegno unito di tutti, a questo per la miseria: sono costernato per non esserci riuscito neanche un po’.
    Più che chiedere scusa mi prenderei a sberle. Grazie per la cortesia e l’attenzione, comunque.

  11. Remo Dice:

    Ingegnere,
    sono contento del Suo intervento. Per quanto mi riguarda ho ascoltato attentamente sia la relazione della D’Orsogna, letta da Pittelli, che la sua. Non avevo mai parlato con Lei prima di quella sera, la ringarzio del fatto che, senza conoscermi, vedendo che la situazione precipitava (non per colpa mia) ha cercato di intervenire. Questo le fa onore.
    Mi permetto di farle ossrvare che io ho esordito dicendo che condividevo, parola per parola la Sua relazione, e mal me ne incolse, di più non posso dire.
    Su Primadanoi.it hanno pubblicato sia il mio blog che quello dela Scienziata. Vada a leggere che dice e poi mi dica se non sia il caso di trasferirci tutti in California così avremo salva la nostra reputazione.

  12. luana Dice:

    Avv. Di Martino, premetto di non averla mai votata ma di aver apprezzato sempre la caparbietà e fermezza nel portare avanti le sue idee. Sono stato presente alla Sala Eden, che squallore ! Ad un certo punto ho creduto di avere a che fare con i bambini dell’asilo, mi chiedo: ma la D’Orsogna se non riesce a reggere un confronto a due, come fa a gestire gli studenti dell’Università dove insegna (a proposito ma dove insegna, cosa insegna ?).
    Ho apprezzato il suo intervento, o meglio il suo tentativo di intervenire, e quello dell’Ing. Giambuzzi (persona onesta e democratica).
    Ma la D’Orsogna sa che il parere dell’Arta per il Centro Oli l’ha dato il Prof. Basti ?
    Alla D’Orsogna vorrei chiedere se i Texani esistono ancora o se sono tutti estinti.
    A proposito, ma il Sindaco dov’era quella sera ?
    Per fortuna che c’è Remo !

  13. Grande Favollo Dice:

    Credo che sul Centro Oli, molti siano partiti in sterili battaglie, senza essere supportati da adeguate conoscenze specifiche. Alcuni hanno parlato, dopo aver fatto i conti con i consensi elettorali, altri perchè infervorati da battaglie ambientaliste. Su tutto la totale indisponibilità delle parti ad un confronto. Questo è uno dei peggiori mali della nostra nazione: impedire l’esposizione delle ragioni dell’altro. Diffido di chi si sente investito della missione mondosalvifica ma diffido anche di chi, con assoluto cinismo, ritiene che un gesto di rinuncia ai propri interessi, non migliori più di tanto il benessere di tutti.

  14. l'untore Dice:

    Caro Ingegnere
    Se il fronte del No fosse costituito da persone come lei, forse non solo non staremmo qui a parlare di petrolio, ma avrebbe convinto anche me.
    Il punto è che finora è stato possibile solo far propaganda contro, mai affrontare il problema in termini tecnici legali o economici seri.
    Cosa intendo?
    1) se queste attività fossero nocive andrebbero respinte indipendentemente dall’ippatto economico, ovvero non occorre raccontare bugie su un agricoltura di pregio o un turismo di qualità che non esistono o sono in gravissima crisi.
    Allo stesso modo ci saranno buone ragioni contro anche senza negare che questa regione impiega nell’industria il 35% dei suoi occupati ( guardi a videocittà cosa dice e sdice Caporale)
    -Sul piano legislativo io mi porrei la domanda: possiamo realmente ope legis fermare questa attività o dobbiamo/possiamo scendere a compromesso e accontentarci di imporre parametri di sicurezza , sistemi di controllo ecc. tali da garantirci almeno del rispetto assoluto dei parametri di legge?
    -veda caro ingegnere, a differenza della sangrochimica e dell’ortonium, il petrolio non andrà a narni o a manfredonia, e lei da ecologista serio sa bene che , investendo seriamente in ricerca forse avrenmmo pronta un alternativa quando l’ultima goccia di petrolio sarà cavata. Insomma prima o poi estrarranno. Non sarebbe stato meglio farlo fare trattando e con una società come l’eni, che subirlo a cartuccie già tutte sparate da chissachì?

    -l’aspetto tecnico: impianti di desolforazione esistono a Cupello e a Pineto, sia pure per il gas,attività estrattive, da Supercortemaggiore in poi sono presenti in tutt’italia, non mi risulta che ci siano stati problemi rilevanti o non evitabili. Anche in vald’agri, a parte qualcuno che si aspettava che con il petrolio nessuno avrebbe più sofferto di pene d’amore, a parte qualche regista d’assalto, pare che non ci siano problemi, anzi è sorto anche un parco naturale della vald’agri.

    Lei ha poco da scusarsi con la d’orsogna, la sig.na ha mostrato finora solo arroganza e supponenza, dandosi carature che non ha e apparendo invasata dalla Verità da imporre a gli altri ad ogni costo. Lei ingegnere parlava di tecnica, la sig.na di religione, tutto qui.

    Ho scritto troppo , spero in una sua risposta e mi saluti Tanino,mostro di coerenza.

  15. avvilito Dice:

    in tutto questo vespaio il sindaco e il presidente del consiglio come si comportano?
    non sento nessun zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

  16. Tommaso Giambuzzi Dice:

    Ringrazio “l’untore” per rivolgersi a me. Usurpo un po’ di spazio solo perchè chiamato gentilmente in causa, e cercherò di non approfittarne. Non dico nulla di me: ero nessuno prima dell’Eden e nessuno sono adesso, ogni autorevolezza essendo nel “detto” e non nel “dicitore”.
    Credo che sarei in grado di rispondere a sufficienza e con qualche sensatezza alle domande che pone ed anche a qualcosa in più, ma chi sono mai io per far questo da un sito di un’autorità pubblica?
    Nel confronto allucinante fra pro e contro sono stato chiamato a presentare un punto di vista (non del tutto nuovo) che desse una speranza di uscita ad entrambi: avendo già costruito ponti, mi sono illuso di poterlo fare.
    Nonostante un po’ di curiosità e qualche consenso elogiativo,lo svolgimento dell’incontro e il dibattito sui diversi blog ha ricacciato quel punto di vista nella testa buia dalla quale doveva invece uscire. Bene! Tanto si meritava, evidentemente.
    Per candida onestà, devo dire che Tanino mi ha chiamato, credo, proprio perchè mi riteneva capace di lanciare un qualche ponte, ma sfortunatamente di quello fra Maria Rita e Remo mi sono cascate le spalle di appoggio. Ho sbagliato i calcoli? Per un ingegnere non è errore da poco.

    Omnia munda mundis: io gradisco pensare che siamo tutti onesti e, per la propria coscienza, a posto; anche i petrolieri, anche i ricercatori, anche gli editori, anche il mio sindaco e i miei assessori. Ma se non lo fossero, che male c’è dare a tutti (a tutti!) l’occasione di adeguarsi al meglio alle vere, più attuali e finalmente percepite, esigenze igieniche? Tanto, nessuno riuscirà a sottrarsi a un giudizio, e se dev’essere sanzionatorio dovrà (per nostra civiltà raggiunta) tendere a correggere e rieducare: o no?
    Si progredisce: la nostra cultura e la nostra civiltà, che sono arrivate a salvarci dagli scavi minerari alla cinese o alla Marcinelle, forse già potranno proteggerci dai pozzi alla nigeriana, credo. O almeno, andiamo a vedere, proviamoci, pretendiamolo.
    Ma, di nuovo, chi sono mai io per pronunciare, da qui, una tale trivialità? Se non ci sono ponti possibili, resto nel nulla: meglio che mi cadano le braccia che provocare stridulo fracasso fra opposte sponde. Tanti saluti.

    Tommaso Giambuzzi

    PS Assessore, abbia pazienza per quest’ospitalità forzata ma la mia fastidiosa educazione mi consigliava di non sfuggire del tutto alle domande. Non del tutto.

  17. Remo Dice:

    Ingegnere,
    io la ospito volentieri anzi abusi pure. Credo che le dedicherò un post a parte, però.
    Vede ci sono delle persone, non si offenda, che scoprono l’acqua calda, per dirla con un vecchio brocardo, come il dire “che le istituzioni vanno sempre rispettate”, raccogliendo il consenso di tutti, anche il mio e poi, come fa Lei non hanno la forza di dire, quando vede che le istituzioni sono ingiustamente attaccate che così non si fa e deprecare chi le attacca.
    Il ponte che Lei voleva costruire tra me al scienziata non è riucito a realizzarlo perchè è stata lei (la scenziata) a farlo cadere. E’ troppo comodo per tutti dire la colpa è di entrambi, è un lavarsi le mani che fa male alla società.
    Io, come persona e come istituzione ero pronto a confrontarmi, ed ho dovuto subire non solo quello che la scienziata suo padre quello scenziato che si dice verde che ha parlato dopo, quell’altro strascenziato di arielli che mi ha citato quattro volte.
    Chi ha il coraggio delle proprie azioni prende posizione, non ideolgica (ognuno resta della sua idea) ma di principio, ed il principio è che non si offende nessuno e si rispettano gli altri, non solo le istituzioni. Non voglio fare la vittima ma sono convinto che avere un’obbligo morale a condannare un fatto e non farlo equivale a procurarlo.
    Non mi deluda ingegere, porti un po di senso civico in città. Insegni a non avere paura di avere una idea diversa da quella dominante anche e perchè cento stronzate non fanno una cosa intelligente, o no?

  18. l'untore Dice:

    Caro ingegnere grazie, grazie sopratutto del suo tentativo di far ragionare, purtroppo è troppo tardi.
    In questi tre anni è stata data libertà a giornali ahimè creduti autorevoli come il Centro, di spargere terrore. Oggi dire che una piattaforma stia a 5 kme non a poche centinaia di metri dalla costa è già un eresia.
    Il divertente è che Tanino , come presidente dell’ARTA diede parere favorevole al centro oli e lo difese in sede di giudizio TAR, come ecologista fece ricorso contro se stesso. Chissà se con un appanaggio diverso non avrebbe dato delle dignitose dimissioni.
    Un saluto al Grande Favollo che dimostra come ad Ortona vi sia ancora chi ragiona.

  19. Remo Dice:

    Ingegnere, ci tengo a dire, conoscendolo, che l’untore non mi è affatto vicino politicamente ed è anche uno dei più forti avversari del Sindaco.
    Ho in mente una cosa interessante e presto la renderò pubblica.

  20. l'untore Dice:

    Il regolamento della federazione gioco calcio non è ne milanista ne juventino

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