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IL GIORNALISTA, L’EDITORE E LA SCIENZIATA

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HERMES PITTELLI, il giornalista che era presente alla serata che ho descritto nel mio ultimo post, mi ha mandato un suo intervento che troverete nel mIo blog, non so perchè nei commenti sotto l’articolo degli auguri di natale. Potrei rispodergli con un post, ma l’autorevolezza del personaggio merita un adeguato riguardo e spazio.

Al caro Pittelli voglio dire che le rimostranze che ho fatto nel mio scriito non riguardavano assolutamente lui, e  neppure la D’Orsogna che pure le meriterebbe  ma per altre ragioni, ma l’organizzatore del convegno, perlatro mio amico.

Pittelli si dispiace, però, perchè, io forzando la penna l’ho definito “sedicente giornalista”, se la ritiene un’offesa me ne scuso. Non era e non è mia intenzione offendere nessuno, tantomeno lui che non conosco.

Però a Pittelli non sfuggirà che quella sera nessuno ci ha presentato, nessuno ha letto un suo curriculm, nessuno ha detto quale era il suo apporto alla serata ed in effetti lui, per via della afonia della D’Orsogna, si e limitato a leggere l’intervento di quest’ultima, senza aggiungere nulla che attenesse ad un suo pensiero, proprio come fa un portavoce.

Ho visto, solo oggi, su internet che è un giornalista free lance impegnato contro il malaffare ambientale e non posso che ringrazialo per il lavoro che fa, sapendo anche a quali rischi si espone, ma  non dovrebbe sfuggirgli (come non gli è sfuggito) da giornalista qual’è, che quella sera, io non avevo fatto nulla, assoluamente nulla, che potesse in qualche modo toccare la D’Orsogna, lui, o gli altri relatori. Del resto se così fosse lo avrebbe scritto nel suo post  in commento e che, alla sua presenza, forse per un equivoco (se non era una trappola), stavano metttendo sulla brace un “sedicente politico” (ci scherzo su) che per essere dove si trovava era stato eletto,  non fa nulla per agevolare il suo intervento, anzi quando il papà di turno interviene a difendere la figlia, che se ne andata senza dire perchè (anche questo comportamento non mi pare sia stato censurato da qualcuno), pensa bene di fare lui una replica al mio intervento (l’ho capito solo perchè me lo ha scritto nel post), prima che io facessi quello doveroso e necessario che riguaradava un attacco personale e politico fatto nei miei confronti.

Pittelli non aveva  diritto ad alcuna replica, e se la voleva doveva  richiederla, dicendo a chi e perchè avrebbe replicato; come non aveva diritto di parlare sul mio intervento il padre della D’Orsogna, non che questo mi dispiaccia che sia avvennuto ma, vivaddio, ne avevo diritto  anche io, perbacco! 

Nella concitazione del momento, in completa assenza di un intervento del moderatore, nel quale ripeto ancora oggi non capisco il perchè non sia intervenuto, ho visto solo una persona che non conoscevo che si frapponeva tra me ed il mio sacrosanto diritto di parlare, come istituzione e come persona: il  film che stavo girando in quel momento per dirla utilizzando la metafora cinematografica del post di Pittelli  e che se non si fosse immediatamnte spostato lo avrei buttato giù dal palco.

Tutto quì, per  me è chiarito l’equivoco, se Pittelli vuole sono pronto a stringergli la mano. Come sono pronto a stringerla alla D’Orsogna, alla quale riconosco di avere fatto una battaglia per una cosa in cui crede ma, non so se ne accorta, anzi visto il suo comportamento mi sembra proprio di no, che è stata strumentalizzata non solo a fini politici (da destra e da sinistra) ma anche a fini personali, contro di me se non ci si crede andate a leggere il suo Blog.

Se mi chiede scusa per le offese che mi ha fatto personalmente e che ha fatto alla istituzione che rappresentavo, gli stringo la mano, però.

Su queste due cose non posso recedere per il semplice fatto che ci si può girare intorno quanto si vuole ma la verità, come  l’Ing. Giambuzzi ha voluto dire con il suo intervento,  è che il consiglio comunale, in quel momento (settembre 2007)  non poteva non  votare il mutamento di destinazione dell’area (essendo il suo parere ininfluente come è stato stabilito dal TAR Pescara) ed ha evitato una causa che avrebbbe subito dall’ENI, perchè un suo ingiustificabile rifiuto o ritardo (ricordo a chi legge che allora nessuno sapeva che esisteva la D’Orsogna) avrebbe esposto il comune ad un risarcimento del danno per decine e decine di milioni di Euro.

Come avevo sempre sostenuto da allora e come è stato, sono stati gli stessi politici che avevano chiesto all’ENI di fare il Centro Oli a dovere fare una legge per non farlo fare, come del resto è avvenuto. Perchè,  caro Pittelli, il rispetto delle istituzioni prevede anche questo.

Da quì però a fare passare gli amministratori locali come dei venduti, quando sia la destra e la sinistra in una elezione comunale, fatta pochi mesi prima, si erano dichiarate disposte ad accettare il centro oli,  ne passa.

Tutto quì in sintesi e se vuole approfondire l’argomento (del rispetto e della tutela delle istituzioni o del centro oli di Ortona) anche con la D’Orrsogna con il padre i fratelli la sua corte di rispettabili giornalisti come lei ma anche i nani le  marionette  ed i saltimbamchi che ho visto in giro (nonchè lo zio frate, Padre Camillo, mio amico) sono prontissimo.

Vede, Pittelli, ho creato questo blog scrivendo una frase che ho utilzzato in una campagna elettarale qualche anno fa, perchè a lei, come anche alla D’Orsogna, a quelli che buttano fango su di me nei loro blog ed  a quelli che per le puttanate dette scritte sul CentroOli, mi hanno ucciso un meraviglioso pastore abbruzzese di settanta kili (8 dicembre 2008),  vorrei regalare, se lo accettano, semplicente, un sorriso.

12 Commenti to “IL GIORNALISTA, L’EDITORE E LA SCIENZIATA”

  1. hermes pittelli Dice:

    Difficile stringere la mano a chi scrive di essere pronto a buttarti giù da un palco.
    Questo è il Suo spirito di civiltà e democrazia?
    Non mi offendo se qualcuno mi considera un ‘sedicente giornalista’, o ‘una mezza schiappa’ come dice un Suo fan: non si può rientrare nelle grazie di tutti, la libertà di pensiero è sacra e poi come sosteneva il principe De Curtis “il mondo è bello perché è avariato” (è solo un battuta per stemperare, per carità!).
    Comunque, non mi interessa alimentare alcuna polemica con Lei, Assessore. Anche perché i cittadini che sono intervenuti non solo alla sala Eden di Ortona, ma anche (per citare un altro esempio eclatante) a Cupello all’incontro con Gianni Chiodi hanno sì assistito a dei teatrini, ma a quelli tipici della politica italiana di tutti i livelli.

    Le rivolgo solo una domanda, se posso (visto che Voi politici quando cittadini e giornalisti chiedono conto del Vostro operato, vi alterate e parlate di acrimonia e complotti ideologici): può spiegare agli abitanti di Ortona perché il Consiglio comunale non poteva non votare contro il mutamento di destinazione dell’area (magari chiarendo perché non abbia escogitato strategie alternative di pressione per la protezione della salute e del territorio)?
    L’intera classe politica abruzzese ha ammesso ignoranza in materia di effetti negativi connessi all’attività petrolifera. Lei stesso ha scritto su questo blog che del centro oli non sapeva nulla (anche se le grandi manovre erano cominciate in segreto già dall’11 settembre del 2001).
    Ora, la Professoressa D’Orsogna potrà anche risultare ‘molesta’ ad alcuni, ma è un insulto all’intelligenza negare che senza il Suo impegno scientifico, civile, personale tutto l’Abruzzo, non solo Ortona, sarebbe già ridotto a colonia petrolifera; e se qualcuno per beata ingenuità è convinto che l’oro nero sia foriero di ricchezza e benessere può sempre andare a vedere la situazione nella vicina Basilicata.

    Un saluto cordiale. Buon lavoro.
    hermes pittelli

  2. Remo Dice:

    La ringrazio dell’augurio di buon lavoro, ne ho bisogno, e dei saluti cordiali che ricambio. Non si spaventi non la butto giù da nessun palco, anche perchè di fatto mi ci avete buttato fuori voi a me. Però, rilevo, che Lei non ha detto una parola sulle circostanze che si sono verificate quella sera nè sul comportamento del moderatore (con il quale me la sono presa)nè su quello della D’Orsogna che se voleva le domande che Lei mi fa me le poteva fare quella sera o me le può fare quando vuole.
    Vede la differenza tra me e lei: io sono andato a leggere il suo blog ho visto chi è e le ho scritto (dopo essermi infortmato), Lei che qualcosa sul mio blog ha avrà trovato, soltanto perchè mi occupo di amministrazione, mi bolla come appartenente al teatrino della politica. Mi dispiace, non se la prenda, ma non le fa onore. Sapevo perfettamente che io quella sera non avrei preso un consenso dalle persone che c’erano ed avrei potuto accampare una scusa qualsiasi, peraltro se non se ne accorto ero afono come la D’Orsogna ed anche con qualche grado di febbre, per non venire. Ci creda o no ero e sono pronto al confronto ma questa volta cambiamo l’arbitro! Avevo portato le carte sulla “pista cilcabile”.
    Comunque, Lei non doveva replicare ad alcunchè ed a me avete inpedito di esprimermi con la calma e la tranquillità che, invece io ho lasciato a voi e lei non ha detto nulla e su questo continua a tacere.
    Rimette in mezzo la D’Orsogna con la quale, le ripeto io non ho mai avuto a che fare ed anche su questo non ha risposto: sul fatto che se ne andata dal convegno senza motivazione.
    Quanto alla mia posizione del centro oli la trova in tutti i miei scritti nelle dichiarazioni a varbale al consiglio comunale a quelle fatte ai giornali.
    Rifletta però su un fatto, io non avevo mai parlato con l’Ing. Giambuzzi prima di quella sera e l’ing. tra le tante cose che ha detto, ha affermato che sul sito UNMIG c’è tutto sulla estrazione petroliera in Abruzzo e lei mi viene ancora a dire che nessuno sapeva niente!
    Per concludere neppure la richiesta dei politici dell’11 settembre 2001 è rimasta segreta anzi tutti ne rivendicarono la paternità per essere riusciti a salvare l’occupazione del settore con i pozzi di petrolio.
    Adesso se me lo consente faccio io una domanda a Lei, cosa direbbe a alle centinaia di lavoratori che erano convinti, non dal sottoscritto ma dalla aspettativa che si era creata in anni di attesa di questo centro oli di poter continuare a lavorare e che adesso si trovano senza il posto di lavoro?
    Caro Pittelli, io vivo a Ortona con mia moglie, i mie tre figli, i mie fratelli e le mie sorelle, circa 18 nipoti, suoceri, cognati, sono tutti quì, la mia casa bella fatta con il mio quasi trentennale lavoro di avvocato, si trova a circa 2 km in linea d’aria dal centro oli e secondo lei se io avessi saputo che il centro oli fa venire il cancro non avrei fatto nulla? ah, già, dimenticavo le avranno detto che avevo i contratti dell’ENI o che ho preso tangenti! Che mi fossi fidato della linereatà della procedura e del parere dell’Arta, esludiamolo a priori! Che avrei fatto un programma di svliluppo della città con le roialtis e con i 6.000.000,00 di ristoro scritti nella convenzione neppure a pensarlo. Che i condadini avevano ceduto al terra volontariamente manco a dirlo. Che le scolaresche di Ortona andavano a visitare i pozzi di estrazione, dai quali per diversi mesi usciva la fiammella del Drago, l’ho visto in un cartone animato; Che gli albergatori e i ristoratori del Riccio non avessero mosso alcuna eccezione, non è vero e basta! Che non ero andato in ferie facendo una commissione con tutti consiglieri comuanlali e che in ben otto riunioni ha ascoltato tutti, compreso il comittato Natura Verde, che si era appena costituito, me lo sono semplicemente sognato. Mi fermo quì ma potrei continuare.
    La saluto cordialmente e se traspare acrimonia dal mio scritto, mi creda, è assolutamente involontaria.
    Sempre pronto ad incontrarla anche per un semplice caffè, ma chi sa che direbbbe la mia amica se lo venisse a sapere, su scherzo anche io, non voglio offenderla.

  3. roberto d.j. Dice:

    Lasciare un commento cercando di dare la palma del buono all’uno o all’altro mi sembra quantomai inutile… chi è ben informato (e dico ben informato!) sui fatti sa anche a chi attribuirla o tirarla in faccia. Non posso però evitare di dare un mio giudizio attingendo da quel senso civico che mi sembra di avere ancora nascosto da qualche parte… con tutto il rispetto per la D’Orsogna (in veste di Maria Addolorata, e non me ne voglia la Santa Madonnina per questo blasfemo paragone), di cui ho letto molto, sono convinto che non si possa gestire un incontro pubblico in questi termini considerando che se c’era un moderatore di certo non stava svolgendo la sua funzione al meglio… il giornalista, poi, che si è presentato definendosi “surrogato” (di cosa poi non si è ben capito… il significato di questa parola secondo me non è ben chiaro a molti e spesso usato male)e non semplice relatore, di certo non ha stemperato i toni che si andavano via via alzando (un relatore che svolge la sua funzione per conto terzi non dovrebbe poi di punto in bianco intervenire a nome proprio… e se lo fa credo che dovrebbe fare qualche premessa, in quanto come giustamente diceva Remo molti non sapevano e non si aspettavano una sua “personalizzazione”…). Per non parlare poi del tizio (credo rappresentante di Verdi, Bianchi o Rossi… non ho ben capito a causa della sua smisurata foga nell’intervento) che ben sapendo di esaltare la folla se ne esce con una improvvisata difesa d’ufficio della D’Orsogna condita di pretese inaccettabili e slogan di effetto tipo “ci avete rotto i coglioniiii” … dimenticando che in sala c’erano anche bambini e ragazzi molto giovani ai quali un tale linguaggio in un incontro pubblico di certo non insegna nulla come anche il comportamento della “signora D’Orsogna” che, mentre un’esponente politico parlava ha avuto il cattivo gusto e la scarsa educazione di alzarsi ed andar fuori dalla sala)… insomma, se i confronti di questo tipo vogliono servire a qualcosa e non solo a dare inutili riconoscimenti (che siano essi meritati o no) a persone che dicono di dedicare la propria vita a battaglie moralmente ineccepipili, ebbene credo si debba imparare prima a confrontarsi educatamente e civilmente. Non giova a nessuno la critica fine a stetssa, quella critica “ignorante” che parla per sentito dire, per antipatie epidermiche, ereditate da familiari e amici nei confronti di fantomatici “nemici pubblici” di cui non si sa poi un bel niente… ciao a tutti!

  4. roberto d.j. Dice:

    p.s. dimenticavo… sarebbe opportuno che qualche esponente politico della maggioranza ortonese (se ce ne fossero… di politici intendo) iniziasse a dividere con il famigerato avv. Di Martino l’onere di difendere il proprio paese (forse ancora si rendono conto che è un loro dovere?!?). Perché nella polemica di quel pomeriggio nessuno ha urlato “ma il sindaco, il vice sindaco, l’assessore al turismo… ma dove sono?”… ah, già, improvvisi impegni non hanno permesso loro di intevenire… ahahah, ariciao a tutti.

  5. hermes pittelli Dice:

    Facciamo un po’ di chiarezza.
    Mi sono definito ‘surrogato’ rispetto alle competenze della Professoressa D’Orsogna.
    Sono stato contattato in extremis e gli organizzatori non mi hanno chiarito né il contesto, né lo svolgimento, né chi sarebbero stati gli eventuali invitati all’incontro.
    Mi sono ‘esposto’ volontariamente ad una brutta figura solo per la stima professionale e umana che nutro nei confronti della Professoressa D’Orsogna; la quale dopo l’ennesima conferenza, questa volta a Monopoli (minacciata dallo stesso rischio petrolizzazione che grava sull’Abruzzo), era rimasta completamente afona.

    Aggiungo per l’Assessore Di Martino: forse non mi crederà, ma anch’io ho cercato il Suo blog per leggere, capire le Sue idee, le Sue opinioni, tentare di capirLa.
    Su un punto siamo sicuramente d’accordo, la conferenza del 7 gennaio è stata un’occasione persa, perchè l’intera serata è stata organizzata e gestita – lo ribadisco – in modo discutibile.
    Occasione persa non per Lei nel ruolo di politico e rappresentante delle Istituzioni, non per Maria Rita D’Orsogna come scienziata, non per me come giornalista.
    E’ stata un’occasione sprecata per i Cittadini. Quando (per ‘x’ motivi) non si instaura dialogo e confronto, anche vibrante, si interrompre quel volano virtuoso che consente la costruzione costante della Democrazia. Sulle cause e le responsabilità di questo vulnus, chi era presente o chi ha visto i filmati su internet ha potuto formarsi una propria opinione.
    Guardiamo avanti.
    Assessore, io provo a rilanciare.
    Magari davanti a quel famoso caffé potremmo parlare di un eventuale confronto pubblico tra Lei e i Cittadini di Ortona e della Provincia di Chieti sul tema della petrolizzazione; un confronto necessario per fare finalmente chiarezza una volta per tutte, magari per consentire a quella ‘maggioranza silenziosa’ che alla sala Eden ha evitato di parlare (inibita dagli eventi) di porre domande, esprimersi, avanzare istanze e proposte per la tutela della Salute e del Territorio.
    Ci pensi, per favore.

    Cordialmente,
    hermes pittelli

  6. abramo Dice:

    credo di essere venuto con una mente molto serena e aperta senza alcun pregiudizio e senza essere fan di nessuno forse solo con la volontà di ascoltare un relatore capace di lasciarmi un piccolo segno ed invece gli eventi si sono rivelati diversi un moderatore inesistente o forse di parte e un relatore poco coinvolgente per questo definito mezza schiappa
    se legge ancora su questo blog forse è un piccolo peccato veniale sperare che chi porge la parola abbia più capacità di te e sappia nutrirti visto che gli hai donato un pò del tuo tempo?

  7. Rocco DN Dice:

    Scusa la lunghezza, ma devo aggiungere un paio cose.

    Per chiarezza voglio precisare che la metafora delle mutande non è per ridicolizzare, ma intendo dire che di fronte ad un attacco frontale che paventa grossi rischi per la salute di tutti non si può rispondere semplicemente che ci abito pure io coi miei figli, quindi vi potete fidare. Questa non è una risposta, la darebbe anche un qualunque ignorante, quindi non ci copre. Devi trovare qualcuno con cultura specifica che possa dimostrare davanti a tutti che quello che dice la D’Orsogna, cioè una prof di matematica, non regge. Altrimenti lei dice “il re è nudo” e la gente che guarda ci vede senza mutande. In questo senso volevo dire.

    La seconda cosa riguarda la tua scheda a fondo pagina. Non c’entra ma l’ho letto e te lo voglio dire. La intitolazione a FP Tosti del teatro Vittoria l’hai fatta tu? bhé hai fatto un’altra cazzata se permetti. Tosti in quel teatro non c’è mai stato. Invece Pincione quel Teatro l’ha costruito coi suoi soldi. Se l’ing. Pincione ha voluto chiamarlo Vittoria (credo per omaggio alla moglie) questa volontà va rispettata. E’ il rispetto verso i morti. E’ una cosa importante. Tenersi il suo teatro a cambiargli nome è un segno di disprezzo verso la sua memoria che rientra nel rispetto della tradizione e dell’iniziativa privata. Lasciale fare ai comunisti le rivoluzioni del cavolo. Lasciamo stare Tosti al posto che gli spetta senza oscurare l’ing. Pincione che tanto ha dato ad Ortona.

  8. mario Dice:

    purtroppo sedicente è una offesa

    definizione di sedicente:

    spreg. Che dice di essere ciò che non è, che si attribuisce qualificazioni, meriti e sim. non rispondenti a verità.

    ma impariamo dalla classe e dalla moderazione con cui si sta parlando anche su posizioni diverse, cose che raramente riesce in temi così caldi
    saluto tutti

  9. Remo Dice:

    Hai ragione ed io lo avevo usato in quel senso. Come avrai letto ho chiesto scusa a Pittelli e presto prenderò un caffè con lui per parlare di ciò di cui non si parlato non per colpa mia.

  10. l'untore Dice:

    Ah Pittelli, che cavolo dici? In Basilicata anno avuto uno sviluppo economico inaspettato, che ha portato anche ad un parco della val d’agri. Che poi i lucani si aspettassero, con secolare indolenza, chissà quale ricchezza è un altro discorso. Si lamentavano anche che la Fiat di Melfi non era stata quella che speravano. Noi abruzzesi invece non ci siamo lamentati della sevel e siamo una delle la regioni più industrializzate d’italia.
    Per sua conoscenza il comune di ortona, secondo il TAR non aveva nessuna necessità di rilasciare quell’atto, perchè giudicato inutile e non necessario. Si legga quella sentenza!
    Voi ecologisti da due soldi (perchè di più seri di voi cene sono) vi siete assunti la responsabilità immane di mettere sulla strada centinaia di famiglie, per un pò di smania di protagonismo e per le fisime di quattro paranoci di Tollo.
    Sopratutto parlate di democrazie, ma avete imposto con la forza e anche la violenza, il vostro volere alla maggioranza degli abruzzesi. L’Abruzzo vive un emergenza democratica, altro che Di Martino e Fratino.

  11. hermes pittelli Dice:

    Ah Untore, ma che cavolo dice Lei!
    il Parco non l’hanno istituito per merito dei petrolieri! Anzi, le multinazionali petrolifere sono state le più acerrime nemiche di questa decisione perché sapevano che poi sarebbe stato (almeno formalmente) più complicato ottenere permessi per trivellare in un’area protetta- Ma tanto siamo in Italia!
    Quindi l’Eni – grazie alla solita politica compiacente e collusa – ha combinato i peggiori disastri e oggi il parco è devastato e le falde aquifere completamente avvelenate.
    Ah Untore, s’informi, faccia un viaggio in Basilicata visto che non è lontana.
    il miele, le pesche, le mele al petrolio, ecc. non sono un’invenzione degli ecologisti (come se fosse un’offesa, poi. complimenti anche per la balla sugli ambientalisti che creano disoccupazione: in tutto il resto del mondo – evoluto – il settore della green economy è sinonimo di progresso e occupazione, solo qui avrebbe l’effetto contrario!).

    Ma di quale sviluppo parla? ‘Grazie’ al petrolio la Basilicata è la regione più povera in italia: distruzione dell’agricoltura, fine del turismo, crollo del mercato immobiliare, gli autoctoni che possono permetterselo fuggono dalle loro terre!

    Già che ci siamo: se Lei è così sicuro delle sue opinioni, perché non si firma con il suo vero nome e non ci racconta cosa fa nella vita?
    Un lettore di questo blog dice che qui tutti si firmano con pseudonimi; non è vero: io e lo stesso Assessore non ci nascondiamo dietro questi meschini trucchetti per rispondere a quanti hanno qualcosa da dirci.

    cordialità,
    hermes pittelli

  12. l'untore Dice:

    Quanto detto da Pittelli conferma la mia idea che ci sia un emergenza democratica.

    Essere contro la l’estrazione del petrolio è legittimo e come in tutte le cose di questo mondo tutto ha vantaggi e svantaggi, probabilmente anche se non le vedo ci sono argomenti seri anche contro il petrolio in Abruzzo.
    Ma non certamente quelli che in indubbia buona fede riporta Pittelli.
    Con chi ha parlato e cosa abbia visto non lo so ma gli consiglio di scegliersi altre guide sul posto.
    Gli ricordo che i Parchi Abruzzesi non sono stati mai messi in crisi da attività industriali o estrattive, ma dalla speculazione immobiliare legata al turismo, lo stesso dicasi per le attività estrattive in mare, non sono le piattaforme a creare problemi alla fauna marina, anzi sono delle involontarie riserve, sono i turisti, gli alberghi e gli stabilimenti a distrugere l’ambiente. In ogni caso il risultato della vostra sterile guerra di religione sarà che avremmo tutte le attività che temete, senza i vantaggi e le garanzie che avremmo potuto avere.
    Perchè non mi firmo?
    Perchè voglio bene ai miei cani caro il mio ecologista e perchè a Poggioreale e all’Ucciardone ci sono persone più raccomandabili di quelle a cui lei , incansapevolmente, si accompagna.

    N.B. avevo posto anche altre domande

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