BRUCIANO LE FRASCHE
scritto da Remo il 03 apr 2011 - 09:36 2 commentiinserito in Generale |
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Bruciano le frasche
recise da sapienti mani;
bruciano le frasche
nel cielo distillato di luce;
bruciano le frasche
nell’alba della illusa giovinezza;
bruciano le frasche
delle anime torve;
bruciano le frasche
negli amori insapidi;
bruciano le frasche
dell’universo, inarrestabile.
Alzandomi presto stamattina ho visto che dalle campagne salivano lunghe scie di fumo verso il cielo terso.
Mi sono ricordato di questa bella poesia, che ho trovato in albergo a Santiago di Compostela l’anno scorso, attribuita ad un anomino poeta spagnolo. Racconta, come solo i poeti sano fare, proprio delle frasche che bruciano nella campagna iberica. I lavori dei campi sono uguali un po dovunque.
Buon lavoro alle sapienti mani.
ORTONA LIBERATA
scritto da Remo il 02 apr 2011 - 07:05 12 commentiinserito in Generale |
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No, non mi riferisco, come qualcuno potrebbe pensare alla liberazione di Ortona avvenuta da parte delle truppe alleate, dopo una delle più creuente battaglie della seconda guerra mondiale. Non, dunque, alla piccola Stalingrado, come la definì Sir Winston Churcill.
Mi riferisco alla liberazione di Ortona avvenuta in questi giorni.
Ne hanno parlato, anche in questo caso, tutti i media nazionali.
Esiste in città un gruppo di partigiani, di uomini gloriosi, indomiti, senza paura che hanno creato un movimento, che in questi anni ha combattuto strenuamente per la liberazione della città dalla oppressione dell’arrogante potere che la soffoca.
E’ capeggiato da un asceta, una persona per niente interessata alle cose materiali, umane, un guaritore non solo dei corpi, anche delle anime: un santo, così lo definiscono in molti.
Questo uomo è riuscito a liberare Ortona. Vi sarete tutti accorti, che si respira un’aria diversa. La prova è che lo striscione che segnalava la presenza del movimento, solo fittiziamente recante lo stemma del PDL, nel quale era scritto a caratteri cubitali, ORTONA LIBERA, adesso non c’è più, segno evidente che Ortona è stata liberata.
Presto riscenderà i campo per fare, minimo, il Sindaco, se lo merita, ci ha liberato (anche di noi stessi) cerchiamo di sostenerlo, per il bene di tutti.
IL SABATO N(D)EL VILLAGGIO
scritto da Remo il 26 mar 2011 - 02:24 4 commentiinserito in Generale |
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Non vuole essere una deminutio per Ortona. E’ solo un modo per descrivere in maniera poetica ciò che è accaduto in bella mattina di primavera, non in un villaggio, ma nella città di Ortona.
Due manifestazioni quasi in contemporanea:
la prima alle dieci al “Polo Eden” organizzata dalla Ferrovia Sangritana dal titolo “La sangritana e Ortona”, alla presenza del presidente della ferrovia, due senatori ed un parterre di tutto riguardo, organizzata dalla solerte e capace portavoce del sindaco;
l’altra, prima nella piazza del Teatro e dopo nello stupendo foier del “Tosti”, organizzata e diretta da un’altra donna, altrettanto solerte e capace, la addetta stampa del consiliere regionale Camillo D’Alessandro, per la presentazione del candidato sindaco della lista civica “Ortona nostra”.
Non credo che la sovrapposizione sia stata voluta, forse non volendo, è andato in scena un bel duello, a neppure troppa distanza, fra due tra le più capaci organizzatrici di eventi e campagne elettorali che io conosca.
Entrambe non si limitano a fare il loro lavoro: incidono in maniera determinate sulla scelta per il candidato sindaco.
Ognuna ha scelto e sta lavorando per il proprio cavaliere.
La mia impressione e che il primo round sia andato alla manifestazione del teatro, che ha fatto il pienone di gente di Ortona.
P.S. tutte e due le manifestazioni si sono svolte in luoghi che fino a qualche anno fa erano ricettacolo di guano e sporcizia varia, ma questo non lo ha ricordato nessuno.
Orgoglio Ortonese
scritto da Remo il 20 mar 2011 - 09:20 nessun commentoinserito in Generale |
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In occasione del consiglio Provinciale solenne, svoltosi ieri nella bella sala della provincia di Chieti, tutti, come del resto è avvenuto in tutta il paese (a parte gli imbelli della Lega, ormai prigionerie del loro mito), hanno ricordato il risorgimento ed affermato che sull’unità dell’Italia non si discute.
Molta retorica ma è stato giusto così. Mi ha colpito in particolare l’intervento del Prof. Trinchese, preside della facoltà di lettere e filosofia della Università di Chieti, il quale ha affermato che non abbiamo ancora una storia condivisa, e sopratutto che tutti quelli che hanno combattuto per un ideale, borbonici o piemontesi, ma anche ragazzi di Salò e Partigiani, fanno tutti parte della nostra storia a pieno titolo.
Mentre ero seduto davanti allo scranno presidenziale, ho alzato gli ochhi ed ho guardato con attenzione un bellissimo affresco, che è posto in alto nella sala più prestigiosa della Provincia quella dove si riunisce il consiglio.
L’affresco, a tutta parete, è stato evidententemente realizzato per rappresentare la provincia di Chieti, non nei suoi stupendi panorami, come sarebbe immaginabile ma dal punto di vista della sua operosità.
Da sinistra verso destra, il mare, la pesca, l’agricoltura, il popolo, la nascita, il lavoro in tutte le sue esplicazioni, veramente bello e suggestivo.
Aggiungete una sala, stracolma di giovani, con il Prefetto le altre autorità tanti sindaci con la fascia tricolore, l’inno di Mameli sparato a palla ed io che leggo sotto quell’affresco una cosa che non avevo ancora notato e non so a quanti è nota. A stampatello in modo che si legga bene, in basso a destra, c’è scritto INVENTATO E DIPINTO NEL 19955 da TOMMASO CASCELLA ORTONESE.
Allora si era orgogliosi di essere “ORTONESI”, torniamo ad esserlo.
La giovane ed aitante direttrice
scritto da Remo il 19 mar 2011 - 04:34 9 commentiinserito in Generale |
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Da un po di tempo a questa parte ho assunto un tono minore. Anche dopo le esperienze negative sul Web (si leggano i miei precedenti articoli) dove hanno approfittato della mia buona fede, ho messo la sordina. Il mio carattere (povero è chi non ne ha), spesso mi ha portato ad assumere atteggiamenti che da molti sono stati giudicati troppo determinati, da presuntuoso, al limite della arroganza.
Chi ha la (s)fortuna di conoscermi sa che sono buono, permissivo, anche modesto.
Ho fatto più di un passo indietro in politica; la prova è che il centro destra a Ortona ha vinto quattro volte di fila grazie ai miei passi indietro che, perlatro, nessuno si aspettava, stante la nomea di presuntuoso che mi hanno affibbiato.
In questo periodo ho lasciato che gli altri facessero. In verità anzichè fare, disfano ciò che in questi anni si è fatto di buono, che non è poco, dal mio punto di vista, contenti loro…
Ma, un dato di fatto è che mi sto facendo, per così dire, senza usare francesismi, i cavoli miei.
Dovrei non dare fastidio ad alcuno ma, le elezioni comunali si avvicinano e siccome non posso scomparire del tutto, vengo tirato in ballo.
A destra, dove ormai si sono affidati alle sapienti mani di partovoci (non portavoti, ho scritto bene) fanno sondaggi e mi mettono in mezzo, nascono partiti e subito si preoccupano di quello che faccio, creano i movimenti (c’è ne uno che va per la maggiore, veramente particolare in questo momento) e la domanda che rivolgono agli adescati è: ma quanto sei distante o vicino a Di Martino.
Nel centro sinistra, dove sono tutti concentrati a trovare il modo di perdere la quinta elezione consecutiva, invece, aleggiando nell’aria il mio spauracchio, nel tentativo di mettermi nel tritacarne globale di cui detengono il brevetto, hanno mandato avanti una persona veramente singolare.
Una aitante signora che, nonostante la sua giovane età si è occupata di tante cose, sempre riportando straordinari successi. E’ anche giornalista la tipa, tosta come non poche: hanno fatto letteralmete scuola i suoi articoli di spalla sui più importanti giornali nazionali come, solo per citare i più importanti, “Il Corriere di Selciaroli” e la “Repubblica di Crecchio” che, come tutti sanno, siccome sono nato a Poggiofiorito, mi hanno aiutato a crescere.
Questa giovine, che ha anche la fortuna di avere una redazione piena di ragazzini preparatissimi tutti laureti in scienze della comunicazione, peraltro miei amici, è stata chiamata a sostituire nella direzione del quindicinale, un’altro grande del giornalismo nazionale, noto a tutti per essere da poco diventato il direttore generale della “7″ di Francavilla.
Incalzata dalla proprietà del giornale (la più importante famiglia politica dell’agro Ortonese), nonostante le avessi gentilmente spiegato che preferivo non rilasciare interviste, non tanto e non solo perchè come ho detto voglio stare un po in disparte, ma sopratutto perchè mi sentivo intimorito dall’idea che la direttrice aveva e che mi aveva spiegato: fare un’intervista che finalmente avrebbe dato Cesare quello che è suo. Nel senso che, nonostante io fossi un reprobo, sfigato, inaffidabile, scoppato, conta balle e ciarlatano, tutte caratteristiche emerse dalle inchieste del suo giornale, lei, la direttrice mi avrebbe fatto apparire, finalmente una persona diversa, normale. Uguale agli altri. Uguale anche ai padroni del suo giornale, tutte persone rispettabilissime che hanno fatto la storia di Ortona e progettano il suo luminoso futuro.
Non è che non mi sono fidato, lungi da me dubitare della buona fede e della professionalità della direttrice, ma le ho detto: io non me lo merito, non merito di essere considerato alla stregua delle persone alle quali fa le interviste o alle quali dedica interi speciali. Le ho ricordato che solo grazie a loro, al loro giornale, si era scoperto che la mia difesa di un povero cristo era tutta una bufala; solo loro, con le loro inchieste avevano scoperto il traffico di reliquie false che avevo fatto con la Grecia, e solo per loro che Ortona sa che ho spacciato la guerra di Ortona per quella di Stalingrado; se non c’erano loro la gente sarebbe ancora convinta che io ho fatto i viaggi all’estero a mie spese, e non a spese del comune, come loro hanno dimostrato con tanto di delibere alla mano. Vero giornalismo di inchiesta mica ciccia!!!!
Insomma non me la sono sentita di accettare quello straordinario regalo e lo ho detto di no.
Non l’avessi mai fattooooo… mi viene da urlare!
Non ancora mi riprendo dallo stress, la notte non dormo, la alopecia è aumentata, i tricliceridi si sono dichiarati querra tra loro, la gamba mi fa male ma non quella… quell’altra, insomma vivo nel panico.
Che sarà di me, continuo a chiedermi, cosa farà di me la maga della comunicazione, dopo il mio rifiuto a rilasciarle l’intervista? che farà, dimostrerà dall’alto della sua autorevolezza che sono un Berlusconi in piccolo, che adesco le minorenni, per avere usato al telefono, con lei (del resto non conosco la sua età, ), una troppo sospetta educazione (tutti conoscono la mia maleducazione), un tono troppo mellifuo ed accativante, azzarderei concupiscente; oppure dirà che nell’ultimo viagglio in Libia ho commerciato armi, ma non con i ribelli ma con Zio Gheddi; oppure affermerà che al pranzo con l’ambasciatore mi sono messo le mani nel naso e fatto tante palline. Tutte cose vere che io non avrei voluto far sapere ma che lei, da grande giornalista quale è, sa.
Non c’è la faccio più! se qualcuno può intercedere per me lo faccia, dica alla direttrice, che le rilascio tutte le interviste che vuole, anzi la autorizzo sin da ora a farsi domanda e risposta, lo giuro! non la smentirò mai; scriva quello che vuole, (come sempre ha fatto) e lo faccia per sempre.
IL SONDAGGIO
scritto da Remo il 12 feb 2011 - 10:19 10 commentiinserito in Generale |
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Giorni fa, almeno così mi hanno detto, è stato pubblicato dal quotidiano più letto in città, un sondaggio per la scelta del futuro candidato sindaco del centro-destra in Ortona.
Il sondaggio sarebbe stato commissionato dal comitato per la elezione a Sindaco di Giulio Napoleone e, alla domanda posta ai cittadini, di esprimere la propria preferenza sul candidato sindaco su quattro uomini del centro destra avrebbe posto Giulio Napoleone al primo posto, il sottoscritto al secondo, Tommaso Cieri al terzo, e Lucio Cieri al quarto.
Voglio fare sapere a tutti che non sono condidato a Sindaco di Ortona (non lo sono mai stato neppure in precedenza) e pregherei anche di depennare il mio nome da qualsiasi sondaggio.
Se invece c’è qualcuno che vuole aprire un serio dibattito sul futuro della città il mio blog è a disposizione.
Ribadisco che mi impegno a pubblicare gli interventi di tutti a condizione che non siano anonimi, non contengano offese o calunie nei confronti di nessuno.
Tutto ristagna.
scritto da Remo il 03 feb 2011 - 07:26 10 commentiinserito in Generale |
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Sembra di essere in pantano dal quale nessuno è in grado di uscire.
Non ci aiuta la politica nazionale, che mi astengo dal commentare.
Tutti aspettano che accada qualcosa, ma non succede nulla.
Intanto la città soffre e perde ogni giorno terreno in tutti i campi.
Se qualcuno intende affrontare seriamente questo problema batta un colpo.
RICOMINCIAMO
scritto da Remo il 19 apr 2010 - 11:22 2 commentiinserito in Generale |
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E’ tanto che non scrivo. Ricomincio perchè in tanti me lo hanno chiesto.
Non lo nascondo la delusione è stata forte. Non so quanta gente mi ha chiesto scusa per le stupidate dette e fatte nei miei confronti. Non è normale una città nella quale contemporaneamente si prendono delle posizioni e poi si passa alle scuse. Le ho accettate tutte, nella speranza che serva a qualcosa.
Scrivo perchè sono stato al primo farum della associazioni Ortonesi. Ho avuto il piacere di vedere tante persone impegnate nel sociale nella cultura e nel volontariato che vogliono stare insieme per stare meglio tutti.
Ho sentito diversi interventi. Spero che sia i giovani che i meno giovani che erano presenti si impegnino per ottenere la crescita culturale sociale della nostra città.
C’è molto bisogno di loro.
DALLA MACELLERIA AL MATTATOIO
scritto da Remo il 30 gen 2010 - 04:00 18 commentiinserito in Generale |
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Lo scritto serve anche a sfogarsi e se necessario a esorcizzare alcuni fatti che colpiscono e fanno male. Penso di essere stato tradito in totale buona fede e di essermi prestato ad un gioco del quale avevo ben individuato a cosa potesse portare. Non me la prendo con nessuno. Ci mancherebbe, sono io che ho perso troppo tempo a volere vedere una cosa diversa da quella che era. Mi sono illuso. In città i vili hanno il sopravvento mediatico, non è una novità. Non mi resta che andare avanti. Cercherò di essere ironico, proprio per non restarci male inutilmente e basta. Ci sono certi che non meritano risposta perchè sono sotto il fango, ma ad altri una risposta è dovuta.
Dove oggi c’è il canile comunale (fiore all’occhiello dell’amministrazione) esisteva il mattatoio. Enormi bovini, ma anche vitellini, agnelli percore e maiali, venivano ivi condotti ed ognuno aveva la sua bella morte. Ai bovini un colpo con una mazzetta, proprio al centro della fronte. Gli enormi occhi acquitrinosi dell’animale non si chiudevano immediatamente dopo il colpo, ma lo schianto era immediato, come quei pupazzetti di legno di una volta, che se li premevi sotto, si disarticolavano. I maiali, invece, sempre uno per volta, venivano stesi su un fianco, operazione pericolosa, ci volevano diverse persone, perchè il maiale è più inteligente del bovino qualcosa subdorava. Con un affiltassimo coltello, sottile verso la punta la cui lama era come l’argento vivo, veniva sgozzato. Il sangue sgorgava come un ruscelletto di montagna.
Va bè, mi fermo, se qualcuno ha interesse racconto anche come venivano matate le altre specie, sta di fatto che il mattatoio ad Ortona è stato riaperto, non uccide gli animali ma le persone con una cruenza pari a quella sopra descritta. Solo che, mentre gli animali venivano condotti a forza al macello, le persone vengono attirate nel mattatoio e zach! uccise.
Il posto di cui parlo si chiama Mattatoiopolis ed è un sito web gestito da un grande personaggio, almeno lui così dice di se. Detto sito attrae assai, ed il titolare che da adolescente era saopranniminato ”il meraviglioso”, spiega che lui, pur essendo figlio di Lenin, Stalin e compagni, dopo avere inventato il computer qualche anno prima di Bill Gates, e passato l’ultimo ventennio in Sudamerica, ha deciso di decicare il suo prezioso tempo a Ortona, perchè in gioventù le donne lo perseguitavano costringendolo a fuggire. E’ diventato talmente democratico, (così dice) che vuole fare utlizzare il suo sito per parlare dei problemi di Ortona, per trattare argomenti di carattere generale e, sopratutto, questo lo ha detto a me, per fare in modo che si possa aprire in Ortona una “stagione del dialogo” e non della sterile contappossizione, come fino ad oggi è stato.
Bovino o suino non so, ma sono entrato nel posto che doveva servire al dialogo: pieno di bei articoli, interessanti intereventi, foto e video eccezzionali. A parole e con gli scritti ho manifestato il mio apprezzamento. Sono stato invitato così dal premio Nobel per la Pace (lo ha preso per la difesa dei diritti civili dei campesinos, ma non vuole che si sappia in città) a partecipare attivamente. Alla mia preoccupazione circa il fatto che qualcuno avrebbe potuto farmi la festa, lui, che come sapete, con ritrosia parla di se, ma se insisti si apre ti racconta che qualche decennio fa aveva salvato la vita perfino ad Allende, mi ha tranquilizato dicendo di non preoccuparmi, ”se qualcuno sferra un colpo non corretto ovvero, tira ad uccidere ci penso, io” : cancello subito l’offesa, la maldicenza, tutto ciò che non serve a salvare Ortona.
In effetti dal mese di novembre, ho comiciato a dedicarmici; una volta, addirittura, ho avuto la possibilità di scrivere il mio programma alla provincia ricevendo oltre cento interventi, e nonostante le numerose critiche e le non condivisioni, non ho preso nessuna martellata o coltellata.
Cappero, dissi all’ex governatore di Bogotà, “eccellenza è vero avevi ragione, grazie a te si può finalmente discutere”. “Rinnoveremo la classe dirigente ed avremo un sindaco di trentotto anni, non fa niente se Onduregno”, diceva, crogiolandosi come sotto al sole della spiaggia Acapulco, di cui era stato anche direttore.
Mi ci sono impegnato, gli accessi al meraviglioso mondo della nuova comunicazione, nonostante i miei non pochi impegni, come tutti sanno faccio rapine, furti e sturpi anche a Chieti adesso, mi toglievano diverso tempo. Addirittura, colui che è sato Governatore di non meno dieci stati e che ha risollevato l’economia del sudmerica, fece una proposta ai consiglieri comunali di tenere una rubrica su un particolare argomento di discussione in consiglio. Il successo è stato straordinario: non ha partecipato nessuno, tranne me! Solo dopo un altro consigliere ha accettato, ma prima di essere riammesso nei termini ha dovuto dimostare di avere almeno un conquistadores spagnolo tra i suoi avi.
Il 20 gennaio, mentre mi trovavo ricoverato all’ospedale di Ortona perchè il giorno dopo mi dovevano cambiare un pezzo, prima di dormire, vado nel mio posto preferito e leggo un intervento del Nostro, (che Alvaro Mutis si sarebbe sognato di scrivere), che mi chiama in causa, non per i soliti stupri ecc. ma perchè ”avevo alzato la manina per approvare una delibera con la quale si intotolava una strada di Ortona ad Almirante”.
Dal letto nel quale giaccio ancora, immediatamente scrivo che non mi sembrava di avere partecipato ad una discussione sull’argomento e che l’unica strada che avevo fatto intitolare era quella in favore del prof . Pasquale Salvucci che era stato, mentre Lui partecipava alle trattative per il rilascio della Betancur, rettore della università di Urbino e senatore del PCI.
Tranquillo come può essere uno che il giorno dopo entra in macelleria, mi giro dall’altro lato e prendo sonno sicuro che, in virtù dei principi di lealtà e probità, appresi per essere stato tra l’altro il fondatore di Sendero Luminoso, il Nostro, l’amico di Allende, su Mattaotoiopolis avrebbe precisato le cose, e verificato sei avessi alzato la manina oppure no.
Se sarete macellati anche voi, io non ve lo auguro, per via della anestesia, per tre quattro giorni non ci capite, come è successo a me, una mazza. Appena in grado di poterlo fare, però, era già lunedì sera, accendo il mio p.c. per controllare la posta elettronica e trovo un messaggio sul mio blog www.pezzodime….it speditomi dal Grande Favollo (Gianluca di Renzo), che me ne dice di tutti i colori per sta storia di Almirante. Immediatamente pubblico lo scritto favollico e rispondo ridicendo quello che avevo detto scritto qualche giorno prima in merito “alla manina alzata” e che se si sbagliava avrebbe dovuto chiedermi scusa (cosa che ha fatto -andate a leggere il suo blog-). Pregustavo, intanto, la possibilità di rientrare nel meraviglioso mondo di Mattatoiopolis, non ne ero stato mai lontano per cosi lungo tempo. Già sentivo nella testa gli Inti Illimani e Roberto Carlos (alcune sue canzoni, non tutte, le ha scritte il Nostro), voleva entrare, approfittando dei postumi della anestesia, pure Iulio Iglesias (ma gli ho detto che cazzo vuoi tu! Sei spagnolo!). Sento il magico, soffuso ,”sclek” del p.c., sullo schermo appare il luogo della musica e della discussione, delle belle foto e tutto il resto, mi beo di tutto ciò ed invece, improvvisamente, mi ritrovo nel mattatoio sociale creato dal Pinochet nostrano e….
”Cloook” mi arriva la martellata sulla fronte (che ha richiamato l’attenzione del personale ospedaliero), sferrata proprio da colui che, me lo aveva detto in confidenza, a causa di una donna, a Buenos Aires, aveva steso Monzon. Nonostante nella delibera che ha pubblicato è scritto che ero assente, nel suo articolo (non riesce a scrivere meglio di lui neppure Marquez), ha detto che non solo la manina l’ho alzata eccome, ma che mi ci è venuta pure la scogliosi, immeditamente diagnosticatami perchè dopo il pugile aveva fatto, solo per qualche mese, il primario a Città del Messico, reparto Ortopedia.
Non muoio! nonostante la mazzata sto in piedi, non mi affloscio come i pupazzetti che gli stanno intorno. Pensando al peggio fuggo sui post: sono oltre sessanta… qualcuno mi salverà penso. Non succede! Tante brave persone soggiogate dalla forza del cristo Redentore di Rio De Ianerio, che si materialzza con le bracce larghe ed il vestito bianco, con la meravigliosa faccia del nostro, mi afferrano mi mettono giù,.. brilla la lama d’argento e “Zach!”, mi sgozzano. Visto che ci si trovano estirpano perfino la mia progenie, perchè ha lo stesso mio sangue.
Andate a leggere se non è vero! Leggete cosa ha consentito che si scrivesse il conquistatore del sudamerica, che come è scritto nelle più importanti riviste scientifiche (ho messo la “ì”), è riuscito perfino cambiare le abitudini degli indios: non ciucciano più foglie di coca, ma i pistacchi che lui esporta dall’Italia.
Dal mattatoio mi sono salvato perchè ero già in ospedale, sotto anestesia, ma questo, a chi ha insegnato ad usare il p.c. al capo dei servizi segreti cileni, perciò riesce ad individuare anche chi come anonimo scrive sul suo blog (dice lui), è sfuggito.
P.S. Mi hanno detto che travestito da Eli Visental (che è stato un suo collaboratore) ha partecipato alla prima giornata del del “mese della memoria” alla Sala Eden, non poteva andarci con la sua faccia perchè il negazionista Toni Hawks non lo avrebbe fatto scrivere più sul TIMES di Ortona, ma ha voluto vedere con i suoi occhi se anche quella iniziativa fosse partita da me e ne ha avuto la conferma, ma pensava che fossi morto…
LA DISCARICA DI AMIANTO
scritto da Remo il 26 gen 2010 - 04:51 3 commentiinserito in Generale |
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Cè chi lavora seriamente e chi prende per i fondelli la gente.
Una risoluzione contro la discarica di amianto, alla cui preparazione ho contribuito anche io, proposta dal Consigliere Regionale Emilio Nasuti, oggi è stata approvata alla unanimità, ricevendo il plateale applauso dei circa cento concittadini presenti, tra i quali il Sindaco di Ortona.
Camillo D’Alesandro il sedicente paladino del nostro territorio, che resterà famoso per non avere vinto mai le elezioni neppure nel suo paesello (Arielli) dopo avere fatto della inutiile e dannosa demagogia, l’ha dovuta votare anche lui.